Meravigliosa vista dell’imbocco dello Stretto di Messina

Agosto 2020

Dopo aver attraversato lo spettacolare Stretto di Messina imbocchiamo l’autostrada sino a Siracusa. Suggestivo lo sguardo verso lo stretto con la Calabria sulla sinistra che lentamente si allontana mentre andiamo ancora più a Sud

Siracusa

Entriamo in Ortigia, nucleo storico di Siracusa. L’isoletta che racchiude la parte più antica di Siracusa, è caratterizzata da stradine pittoresche, belle piazze e monumenti storici e millenarie antiche vestigia.

Il tempio di Apollo

Da ammirare il Duomo che sorge su un antico tempio greco, il Castello Maniace, una fortezza medievale, il Tempio di Apollo del VI secolo a.C.. La sua costruzione rappresenta forse il primo esempio di tempio dorico, circondato da portici con colonne, della Magna Grecia. Ci fermiamo ad osservarlo.

Il tempio di Apollo

Nel corso dei secoli ha subito numerose trasformazioni: è stato chiesa bizantina, moschea araba, basilica normanna e persino caserma spagnola. I resti e gli studi hanno rilevato che si trattava di un tempio periptero, ovvero circondato da colonne su tutti i lati, con 6 colonne sui lati corti (esastilo) e 17 sui lati lunghi.

La sensazione, quasi tangibile, che le nostre origini siano legate a questi luoghi è forte ed in questa prospettiva quelle “pietre”, presenti da più di 2.500 anni, catturano l’attenzione ed il pensiero visualizza immagini fantasiose.

Piazza del Duomo

Raggiungiamo Piazza del Duomo. La Cattedrale è di stile barocco e al suo interno sono presenti alcune parti di un preesistente Tempio Ionico dedicato ad Atena, forse l’unico esempio di tempio trasformato in chiesa cristiana.

Palazzo Vermexio

La meravigliosa piazza, dai bagliori accecanti (mi ricorda alcune città del Salento) per i Siracusani è il simbolo della ricostruzione dopo il terremoto del 1693 ed è il risultato dell’insieme di bellissimi edifici religiosi e civili che la circondano, forse a testimonianza storica dell’equilibrio fra i due poteri.

Palazzo Vermexio, XVII secolo, esempio significativo dell’architettura barocca siciliana. Il nome “Vermexio” deriva dal termine latino “Vermexius”, che si riferisce a un antico proprietario del palazzo o a una famiglia che lo possedeva.

La Fonte di Aretusa

A poche centinaia di metri dal Duomo ci fermiamo alla Fonte Aretusa, il mitico specchio d’acqua dolce legato alle più lontane origini di Siracusa. All’interno della Fonte cresce spontaneo il papiro, pianta originaria dell’Egitto, da cui, già in antichità, gli Egizi ricavavano la carta dal colore avorio. La presenza della pianta impreziosisce ancora di più questo luogo in cui il papiro cresce spontaneo, unico posto in tutta Europa.

Il mito

“La ninfa Aretusa, siimbolo dell’acqua e della freschezza, per sfuggire alle attenzioni di Alfeo, un dio fluviale perdutamente innamorato di lei, si rifugiò nell’isola di Ortigia. Qui chiese aiuto a Artemide che, mossa dalla pietà, la trasformò in fonte. Intanto Alfeo, figlio del dio Oceano, personificazione del fiume Peloponneso, a sua volta, chiese a Giove di essere trasformato in fiume e caosì poté raggiungere e ricongiungersi alla sua amata”

Significati del mito

  • Il mito rappresenta il legame tra l’acqua e la vita, la fertilità e la rinascita.
  • La sorgente di Aretusa è considerata sacra e ha un’importanza storica e culturale per Siracusa, simboleggiando la connessione tra la città e le sue risorse naturali. In questo senso, il mito di Aretusa insegna anche il valore della natura e la necessità di rispettarla e proteggerla.

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