La pianura Pontina vista dal monte Circeo
Oggi è una di quelle giornate in cui la moto mi accompagna non lontano da casa, in una rivisitazione del territorio Pontino con l’intento di dar sfogo anche alla mia passione video-fotografica.
Percepisco che la moto scalpita perché vorrebbe “piegare” più spesso, ma il tragitto pianificato mal si presta ai “curvaioli” in quanto quasi totalmente pianeggiante e con strade ortogonali. Ma, vista l’insistenza, le concederò qualche curvetta deviando per Bassiano.
Il viaggio, anche se breve, lo si gusta di più andando lenti per scovare piccoli scorci nascosti. Bisogna cogliere l’attimo, la loro attrattiva a volte dura poco tempo in quanto caratterizzata da particolari condizioni di luci ed ombre. La moto è molto utile perchè consente di addentrarsi in luoghi stretti e distanti dalla strada principale portandoci in territori che altrimenti non avremmo visto.




Il tragitto proposto è un bel percorso di circa 180 Km che consente di divertirsi su strade di varia natura, bei panorami, bei luoghi e borghi da vedere e soprattutto lontani dal traffico caotico. Si spazia tra monti, pianure e strade costiere, quindi si può decidere anche di fermarsi a gustare un buon piatto a base di pesce o di carne.
L’Agro Pontino, un po’ di storia
I vari tentativi di bonifica
L’Agro Pontino rappressentava, come osserva il Geologo Mario Tozzi, l’Amazzonia italiana, la più grande pianura costiera d’Europa a torto considerata solo una zona malsana e non, invece, zona ricca di vita con l’mportante funzione di salvaguardia dell’ambiente e, oggi, contro il cambiamento climatico. Insomma un ecosistema costiero unico al mondo, soprattutto per le rarissime specie faunistiche e vegetali presenti.


In foto la pianura pontina come dovette essere in tempi antichi e, sotto, com’è oggi
Per chi volesse approfondire…
- http://www.storico.org/italia_fascista/bonifica_agropontino.html
- https://www.edesseredonna.it/abitare/i-pionieri-dellagro-pontino/
- https://www.raiplay.it/video/2023/02/Bonifica-Pontina-larma-del-delitto—Sapiens-un-solo-pianeta-18022023-664845fd-f8d6-409b-b39e-3fb1569f6ced.html https://pianadelleorme.it/
Ecco un bel luogo da visitare per farsi un’idea delle vicende storiche del territorio e della bonifica che, comunque, rappresentò una grande opportunità di lavoro a basso costo e di creazione di nuovi territori produttivi.

Foto tratta dal Museo "Piana delle Orme"
La piana pontina è sempre stata un territorio ricco di acque e pertanto a rischio allagamenti. Infatti le idrovore dell’impianto di Mazzocchio, costituito da sette enormi motori che dal 1934 non si fermano mai, eccetto che nel ’48, permette alle acque di defluire verso il mare.
Tale infausta eventualità fu attuata dai tedeschi nel 1948 i quali, al fine di creare problemi all’avanzamento delle truppe alleate durante l’ultima grande guerra, portarono via i sette motori che furono poi ritrovati vicino la stazione ferroviaria del Brennero.
Percorrere oggi queste strade dell’Agro Pontino, così ricche di fattorie ed abitazioni ben ordinate, di campi coltivati e di canali sempre scorrevoli, mi fa pensare a quando, nei primi anni del secolo scorso era ancora solo un’enorme zona di paludi malariche che mal si adattava alla vita ed al lavoro dell’uomo che, comunque, abitò sin da tempi antichi.

“Lestra”, antica capanna utilizzata da chi lavorava la terra

In mancanza di appoggi nella palude, si utilizzava il cavallo come “attrezzo poggia fucile” per procacciarsi la selvaggina.

Canale di irrigazione
Percorrere con la moto per puro godimento questi luoghi mi fa un po’ intristire pensando a quanti uomini e donne hanno lavorato in condizioni difficili per la propria salute nel periodo della bonifica effettuata durante il fascismo a partire dal 1924
Questo è il percorso seguito.
Un avviso importante: il tratto che da Bassiano porta a Sermoneta passando per la via Via Casanatola/via S. Francesco, l’ho trovato abbastanza disconnesso in quanto pieno di buche e stretto, quindi attenzione!
Non saprei adesso, dopo un bel po’ di tempo trascorso, in che condizioni si trovi, per cui prima di percorrerlo meglio chiedere alla Polizia Municipale di Bassiano.
In ogni caso l’alternativa è tornare indietro tornando all’Abbazia di Valvisciolo e poi girare a sinistra per Sermoneta.
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