Autore: pasqualerullo

  • Abruzzo – Gran Sasso e Rocca Calascio

    Io, Emanuele e Salvatore, come sempre felici di andare in moto condividendo il valore dell’amicizia.
    Da Anzio ad Assergi il percorso scelto per brevità è su strade trafficate e autostrade che poco concedono alla guida…creativa 😄

    Il giro in sintesi
    Il “vero“ giro in moto comincia da Assergi ed arriva a Navelli, sia per la bellezza del paesaggio che per il piacere di guidare tra le curve.

    Provenienti da Roma usciamo dall’A16 al casello di Assergi e, attraverso la SS 17bis, della “Funivia del Gran Sasso e di Campo Imperatore”, ci dirigiamo verso Fonte Cerreto e, attraversando l’Altopiano di Campo Imperatore arriviamo a Castel del Monte non prima di esserci fermati per una breve sosta al “Ristoro Mucciante“. Da Castel del Monte lasciamo la SS17 bis e prendiamo la Provinciale 7 sino a Rocca Calascio, quindi la SP98 e poi la SS153 sino al grazioso paese di Navelli.

    Un po’ di sterrato non guasta!

    Dopo Assergi giungiamo a Fonte Cerreto, da qui il panorama comincia a diventare tipicamente montano con molte curve, scarse segnalazioni stradali, parapetti assenti, manto stradale a tratti un po’ malandato e con qualche chilometro non asfaltato ma con fondo compatto. come evidenziato dal video in basso.

    La strada, se percorsa in condizioni meteo problematiche, necessita di molta attenzione, ma se asciutta o poco bagnata è molto bella da fare in moto.

    Donna sulla spiaggia, schizzi d'acqua.

    Nora Winslow Keene

    Sono Nora, procuratore impegnata nell’interesse pubblico a Denver. Sono laureata alla Stanford University.

    Il nostro piccolo team è formato da persone motivate, attente ai dettagli e premurose verso i propri clienti.

    Navelli

    Navelli è un bellissimo borgo medievale situato nella provincia dell’Aquila a circa 30Km da Rocca Calascio, è noto soprattutto per la produzione dello zafferano, una spezia preziosa che ha reso celebre il paese nel corso dei secoli.

    Centro storico: Passeggiando per le strette vie lastricate del borgo, si possono ammirare case in pietra grigia, archi caratteristici e gradinate scavate nella roccia, che conferiscono a Navelli un’atmosfera autenticamente medievale

  • In Sicilia – da Anzio a Scilla – 1/7

    Agosto 2020

    L’ultima parte, la 7/7, contiene il video-racconto degli otto giorni di viaggio nella meravigliosa Sicilia

    Un viaggio desiderato da tempo e finalmente realizzato. Spero sia da stimolo a chi lo sogna ma non decide 🙄

    ll 20 agosto del 2020, il triste anno del Covid, con due amici Antonio e Fiorenzo siamo partiti alla volta della Sicilia seguendo il percorso programmato che da Messina, attraverso la Val di Noto, Petralia Soprana, Cefalù ci ha portati a Palermo.

    Si parte. Ci dirigiamo verso l’A1, svincolo di Caserta, passando sotto l’acquedotto Vanvitelli, presso la Valle di Maddaloni, costruito nel 1753 per convogliare l’acqua dalle sorgenti alla Reggia di Caserta.
    L’Acquedotto “Carolino” prende il nome da Carlo III di Borbone, re di Napoli e Sicilia nel XVIII secolo. Fu costruito per fornire acqua potabile alla città di Napoli e alle zone circostanti. La costruzione iniziò nel 1753 e fu completata nel 1762, esempio di architettura idraulica dell’epoca.

    Proseguiamo poi verso l’A1 per immetterci sulla A30 SA-RC sino a quando, dopo 6 ore di viaggio, arriviamo a Scilla.

    Scilla è magnifica. Incastonata tra i monti, il mare e, di fronte, alla Sicilia. Anche le moto, dopo tanti Km, meritano un po’ di riposo.
    Ci fermiamo nella zona alta del paese.

    Scilla, parte alta con lo spettacolo dello Stretto di Messina

    La piazza con la sua balconata ci offre una vista fra le uniche al mondo: in basso il disegno semicircolare della spiaggia di Marina Grande, delimitata, a sinistra, da Capo Pacì e a destra dal grande “scoglio” su cui si erge il castello. Lo sguardo, risalendo, si fissa meravigliato di fronte all’imbocco dello stretto con l’estrema punta siciliana di “Punta Peloro” (o Punta Faro). Insomma un dono della natura.

    Scilla, quartiere di Chianalea

    Pittoresco borgo con le sue case colorate che si affacciano direttamente sul mareluogo molto caratteristico per la posizione delle case quasi sul mare. Risale all’epoca greca e romana ed è legato a leggende e miti, tra cui quello di Ulisse e le Sirene, che si dice abbiano abitato queste acque. C’è anche un piccolo porto turistico che funge anche da ricovero delle barche dei pescatori.

    Castello Ruffo di Calabria

    Nel pomeriggiovisitiamo il castello la cui struttura è quella tipica di una fortezza, oggi “Centro regionale per il recupero dei centri storici calabresi” e sede di mostre e convegni.
    Il castello ha origini antiche, risalenti probabilmente al periodo normanno, nel corso dei secoli ha subito diverse modifiche e ristrutturazioni. È stato utilizzato come fortezza militare e residenza nobiliare. Durante il periodo medievale, il castello giocò un ruolo cruciale nella difesa della costa calabrese dalle incursioni nemiche. Durante l’estate, il castello ospita eventi culturali, concerti e manifestazioni

    Verso Messina

    La serata e la nottata la trascorrriamo a Reggio Cal. ed il mattino successivo ci imbarchiamo a Villa San Giovanni per Messina

    L’imbarco a Villa San Giovanni è abbastanza veloce e in poco più di mezz’ora siamo sul suolo siculo.
    Bello lo scenario che si vede dal ponte della nave.

  • Sicilia – da Messina a Siracusa – 2/7

    Meravigliosa vista dell’imbocco dello Stretto di Messina

    Agosto 2020

    L’ultima parte, la 7/7, contiene il video-racconto degli otto giorni di viaggio nella meravigliosa Sicilia

    Ripartiamo da Messina, anche qui autostrada sino a Siracusa. Suggestivo il paesaggio verso lo stretto con la Calabria di fronte che lentamente si allontana.

    Siracusa

    Il tempio di Apollo

    Entriamo in Ortigia, l’isoletta che racchiude la parte più antica di Siracusa Essa è caratterizzata da stradine pittoresche, belle piazze e monumenti storici, come il Duomo di Siracusa, che sorge su un antico tempio greco, il Castello Maniace, una fortezza medievale e, appunto, il Tempio di Apollo del VI secolo a.C.. La sua costruzione rappresenta forse il primo esempio di tempio dorico, circondato da portici con colonne, della Magna Grecia. Ci fermiamo ad osservarlo.

    Il Tempio di Apollo
    Il Tempio di Apollo

    Il tempio di Apollo

    La sensazione, quasi tangibile, che le nostre origini siano legate a questi luoghi è forte ed in questa prospettiva quelle “pietre”, presenti da più di 2.500 anni, catturano l’attenzione ed il pensiero visualizza immagini fantasiose.

    Piazza del Duomo

    Raggiungiamo Piazza del Duomo.

    La Cattedrale è di stile barocco e al suo interno, leggo, sono presenti alcune parti di un preesistente Tempio ionico dedicato ad Atena, forse l’unico esempio di tempio trasformato in chiesa cristiana

    Ortigia, il Duomo

    Palazzo Vermexio

    La meravigliosa piazza, dai bagliori accecanti (mi ricorda alcune città del Salento) per i Siracusani è il simbolo della ricostruzione dopo il terremoto del 1693 ed è il risultato dell’insieme di bellissimi edifici religiosi e civili che la circondano, forse a testimonianza storica dell’equilibrio fra i due poteri.

    Palazzo Vermexio, XVII secolo, esempio significativo dell’architettura barocca siciliana. Il nome “Vermexio” deriva dal termine latino “Vermexius”, che si riferisce a un antico proprietario del palazzo o a una famiglia che lo possedeva.

    Ortigia, la piazza e Palazzo Vermexio

    La Fonte di Aretusa

    A poche centinaia di metri dal Duomo ci fermiamo alla Fonte Aretusa, il mitico specchio d’acqua dolce legato alle più lontane origini di Siracusa. All’interno della Fonte cresce spontaneo il papiro, pianta originaria dell’Egitto, da cui, già in antichità, gli Egizi ricavavano la carta dal colore avorio. La presenza della pianta impreziosisce ancora di più questo luogo in cui il papiro cresce spontaneo, unico posto in tutta Europa.

    Il mito

    “La ninfa Aretusa, siimbolo dell’acqua e della freschezza, per sfuggire alle attenzioni di Alfeo, un dio fluviale perdutamente innamorato di lei, si rifugiò nell’isola di Ortigia. Qui chiese aiuto a Artemide che, mossa dalla pietà, la trasformò in fonte. Intanto Alfeo, figlio del dio Oceano, personificazione del fiume Peloponneso, a sua volta, chiese a Giove di essere trasformato in fiume e caosì poté raggiungere e ricongiungersi alla sua amata”

    Significati del mito

    • Il mito rappresenta il legame tra l’acqua e la vita, la fertilità e la rinascita.
    • La sorgente di Aretusa è considerata sacra e ha un’importanza storica e culturale per Siracusa, simboleggiando la connessione tra la città e le sue risorse naturali. In questo senso, il mito di Aretusa insegna anche il valore della natura e la necessità di rispettarla e proteggerla.

  • Sicilia – da Siracusa a Noto – 3/7

    Agosto 2020L’ultima parte, la 7/7, contiene il video-racconto degli otto giorni di viaggio nella meravigliosa Sicilia

    In meno di un’ora siamo a Noto.

    Arrivati, seguiamo il navigatore per raggiungere il B&B.
    Ricordo di essere rimasto un po’ sorpreso all’arrivo nel vedere una periferia non consona alla fama della città. Il centro storico è… tutt’altra storia, un salto nel tempo, con una sua precisa identità architettonica. Il barocco siciliano è fortemente presente.

    Noto – Panorama dalla Chiesa di Montevergine

    Un’altra caratteristica che mi ha colpito è la colorazione dei palazzi dovuta alla cosiddetta “pietra gialla” tipica del luogo. Con la luce del sole calante assume una tonalità caldissima.

    Noto è la città dello stile barocco con cui si pensarono i palazzi dopo il tremendo terremoto del 1693, forse a sottolineare la ritrovata gioia di vivere. Come per Siracusa e Ragusa, che raggiungeremo dopo, è singolare questa alternanza di stili tra il greco antico ed il barocco siculo

    “….diverso da tutti, che si sposa al palmizio, assimila la pietra al pennacchio e dal ciuffo pregno di elementi arabi e Bizantini, tutto fantasia e sangue, senza un momento di freddezza” (da “Viaggio in Italia” – Guido Piovene,1953)

    Il balcone degli adolescenti

    Il B&B è accogliente ed il proprietario, motociclista anche lui, è simpaticissimo e di grande favella, come tanti siciliani incontrati (:-) Le stanze sono molto pulite e ricche di riferimenti motociclistici, inoltre è offerto gratuitamente un servizio per l’eventuale manutenzione ordinaria per la moto. E’ poco distante dal centro storico e, dopo aver scaricato i bagagli e fatto un riposino, ci avviamo alla ricerca del bello e del…saporito.

    Ci fermiamo in un ristorante dove il piatto di spaghetti con le sarde ci rimette al mondo, il secondo, di pesce, ci fa toccare il cielo e il terzo bicchiere di Grecanico ci…atterra. Un’ottima dormita ci farà recuperare le forze.

  • Sicilia – da Noto a Scicli – 4/7

    Sicilia – da Noto a Scicli – 4/7

    Agosto 2020L’ultima parte, la 7/7, contiene il video-racconto degli otto giorni di viaggio nella meravigliosa Sicilia

    Prima di ripartire decido di fare il cambio di olio e filtro. Il meccanico, consigliato dall’amico Salvatore (nome nomen), in mezz’ora effettua il lavoro, controlla le gomme e dà un sguardo generale notando un bullone lento del paracolpi.

    Dopo il cambio olio abbiamo il tempo di salutare un altro amico, Salvatore, che vive e lavora da quelle parti, appassionato motociclista anche lui e che ringraziamo per l’ospitalità che ci ha dimostrato.

    La strada della Val di Noto che ci porta a Scicli è scorrevole e ricca di curve. La città ci appare di colpo all’uscita di una curv. E’ incastonata tra i monti all’interno del caratteristico “vallone Ibleo” ed è del colore della pietra, quasi a fondersi con le montagne che la affiancano.

    Lasciamo le moto in piazza e, come al solito, la visitiamo a piedi anche se per poco tempo a causa di impegni presi precedentemente.

    Piazza del Municipio e Chiesa di S.Maria La Nova
  • Sicilia – Ragusa – 5/7

    Sicilia – Ragusa – 5/7

    L’ultima parte, la 7/7, contiene il video-racconto degli otto giorni di viaggio nella meravigliosa Sicilia

    Agosto 2020

    Dopo una breve pausa a Enna, arriviamo a Ragusa. Vista da lontano ha l’aspetto di un presepio. Entriamo a Ragusa Superiore attraverso un ponte, di San Vito, che conduce direttamente al centro storico.

    Ragusa Ibla

    Siamo un po’ stanchi e accaldati e ci dirigiamo verso il B&B prenotato. Non sfugge allo sguardo una caratteristica costante del Barocco, il classico balcone in ferro battuto impreziosito da figure grottesche.

    Siamo un po’ stanchi e accaldati e ci dirigiamo verso il B&B prenotato. Non sfugge allo sguardo una caratteristica costante del Barocco, il classico balcone in ferro battuto impreziosito da figure grottesche.

    La mattina successiva facciamo un giro per le belle e ordinate vie del centro. Ragusa Superiore è la parte della città nuova, la città dove si svolgono gli affari, ed è stata costruita dopo il terremoto del 1693. La città vecchia, Ragusa Ibla, più aristocratica, si trova sull’altro versante collinare e andremo a visitarla domani mattina.
    Lo stile architettonico del tardo “Barocco”, utilizzato soprattutto negli edifici aristocratici e religiosi successivamente al terremoto del 1693, accomuna le città della Val di Noto.
    E’ presente persino nelle vetrine delle pasticcerie ricche di dolci dalle forme estrose (:-)

    Chiesa di S. Giovanni Battista

    Il centro storico è elegante e le vie, con palazzi ricchi di decorazioni, essendo ortogonali fra loro, danno alla città un aspetto molto ordinato.

    Nuovi arrivi

    Ci sono tanti locali dove gustare cibi tradizionali, ne scegliamo uno con tavolini esterni al locale. Il primo, abbondante come sempre, un favoloso piatto di spaghetti alle sarde, ci fa passare la fatica e diventiamo più…loquaci

    Col calar della sera la calura è meno oppressiva. Prima di rientrare ci fermiamo su una scalinata da cui si vede in lontananza Ibla illuminata. Sono presenti numerosi giovani seduti sugli scalini che chiacchierano allegramente e fanno qualche spuntino al bar vicino, un musicista di strada suona magnificamente il violino.
    Partecipiamo anche noi, è un momento bellissimo che ci riporta alla nostra gioventù.

    Vista di Ibla dalla scalinata animata da bella gioventù

    Ragusa Ibla

    Il giorno successivo, prima di rimetterci in viaggio, visitiamo Ibla. La moto ci consente di raggiungere il borgo più facilmente che con l’auto, a causa dei divieti di sosta, si potrebe arrivare anche a piedi ma…ci sono quasi 350 scalini da superare.
    Ragusa Ibla appare più aristocratica per l’unità dello stile dei bei palazzi, più raccolta; la presenza di un “Circolo di Conversazione”, sede di riunioni della ricca borghesia del posto, certifica l’antica presenza di nobili e ricche famiglie.

    Il Circolo di Conversazione
    Il Duomo e…noi!

    Arriviamo in piazza del Duomo di San Giorgio, chiesa del ‘700 con la sua barocca maestosità. Mi incuriosisce la sua posizione un po’ fuori asse rispetto alla piazza di fronte. Come in altri posti visti non notiamo molti turisti, sicuramente a causa del Covid.

    In piazza Pola ammiriamo un antico palazzo, oggi sede del Comune ed accanto la bella chiesa di San Giuseppe. Al suo interno custodisce una statua in argento del XVII secolo.

    Chiesa di S. Giuseppe

    Continuando nelle tranquille vie senza traffico giungiamo ai Giardini Iblei, ben curati, ricchi di palme e altre piante tipiche e di ben tre chiese. Dalla balconata si gode di un bel panorama dei monti Iblei e del fiume Irminio. Insomma un bel luogo per chi voglia meditare sulla propria esistenza (:-)

    Il Duomo e…noi!

    Per concludere, una nota negativa la assegno al “B&B”. che ha tutta l’aria di un alloggio improvvisato per turisti. Due stanze con poca luce e divisori approssimativi, solo le moto hanno a disposizione un garage privato e coperto.

  • Sicilia – Petralia Soprana – 6/7

    Sicilia – Petralia Soprana – 6/7

    L’ultima parte, la 7/7, contiene il video-racconto degli otto giorni di viaggio nella meravigliosa Sicilia

    Siamo già in provincia di Palermo. Partendo da Ragusa ci lasciamo alle spalle una Sicilia più ricca di opportunità industriali, turistiche e culturali ma anche di brutture urbanistiche generate da frettolose espansioni edilizie al di là dei centri storici. Resta comunque l’immagine di una terra in cui si percepisce il trascorrere della lunga storia dell’uomo, capace di generare bellezza dalla distruzione.

    Verso Petralia – tipico paesaggio di grandi spazi che ci accompagna in questa suggestiva
    parte interna della Sicilia
    Verso Petralia – sulla destra Piazza Armerina

    Buona parte della strada è in ottime condizioni di asfalto e prosegue dritta attraversando enormi spazi. Le moto corrono veloci, ci sentiamo veramente liberi e pieni di gioia e dalle moto in corsa ci scambiamo sguardi e gesti di condivisione delle emozioni provate.

    La cittadina da raggiungere è Petralia Soprana ma non tramite l’autostrada, percorriamo strade provinciali dove, in alcuni casi, il manto stradale non incoraggia a correre. Il colore preminente del panorame è il giallo oro.

    E’ un bellissimo borgo medievale situato nel cuore delle Madonie, in Sicilia con tante viuzze in acciottolato; offre un panorama stupendo ed altrettante splendide chiese antiche

    Petralia Soprana

    Petralia è considerato uno dei più bei borghi d’Italia ed in effetti ha un suo fascino costruita con la pietra. Non a caso in tempi antichi era denominata Petra.

    Bella la fontana barocca in piazza Quattro Cannoli. Non son riuscito a scoprire l’origine di tale nome ma, a lume di naso (:-) non dovrebbe essere dovrebbe essere difficile il collegamento.

    Duomo S.S. Pietro e Paolo

    Abbiamo ammirato la Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, la Chiesa del Santissimo Salvatore, la Chiesa di San Michele e il Palazzo comunale con i suoi merli medievali, belle testimonianze architettoniche e artistiche.

    Chiesa di San Michele
    Foto di rito con il gentilissimo proprietario del B&B (il secondo da sin.)

    Il giorno successivo, prima di ripartire, ci fermiamo in piazza del Popolo al bar per gustare la famosa granita siciliana accompagnata da una enorme brioche, il tutto offerto dal gentilissimo proprietario del B&B “Lithos” che consiglio vivamente, è un appartamento in una villa un po’ fuori dal Paese con all’intorno una campagna rilassante dotata di posto auto e, ovviamente, moto.

    L’ampio ingresso del B$B
    Vista sulla campagna

  • Sicilia – Cefalù e Palermo – 7/7

    Cefalù

    Il pomeriggio lo trascorro in albergo a causa di un po’ di stanchezza, mentre i miei due amici fanno un’escursione in città e al mare.

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    Monreale

    Si riparte per Palermo, viaggiamo lungo costa e poi ci immettiamo sull’autostrada per l’ultimo tratto.

    Su Palermo ci sarebbe da scrivere tantissimo, purtroppo la permanenza è stata molto breve e non ci ha consentito una visita particolareggiata, spero di ritornare presto.

    Arrivati, puntiamo dritti per Monreale. Il navigatore fa le bizze e ci fa percorrere stradine senza uscita. Alla fine comunque si arriva. Siamo al parcheggio da cui è possibile arrivare gratuitamente presso la zona del Duomo con un piccolo bus.

    Chiostro, il colonnato

    Il Duomo è stato costruito nel XII sec. dall’appena maggiorenne re Guglielmo II d’Altavilla detto il “Buono”. Di origini normanne ebbe in sposa la figlia di Riccardo Cuor di Leone. Guglielmo II fu un re munifico, liberale (?) e, nonostante fosse cristiano, fu accogliente nei riguardi dei popoli musulmani. Fece costruire il Duomo, completò la Zisa (“El Aziz ”la Splendida), bellissimo palazzo di architettura normanno-islamica, alla cui costruzione parteciparono maestranze arabe.

    Cristo Pantogratore

    Del Duomo mi hanno colpito, oltre alla maestosità e ricchezza di colori, la porta d’ingresso in bronzo con le raffigurazioni bibliche, il mosaico del Cristo Pantocratore (l’onnipotente, il benedicente), il soffitto in legno, la struttura esterna ed il bellissimo chiostro.

    Palermo

    Di Palermo quel che salta agli occhi è il contrasto tra la zona storica, ricca di tesori d’arte, di belle vie e palazzi e quella meno nobile della “Vucciria” il cui mercato, tuttavia, è anch’esso un’opera d’arte, quanto meno per la vivacità e la varietà di prodotti e di umanità che offre. “Vuccirìa” in palermitano significa “confusione”.

    Abbiamo dormito per una notte in questo quartiere, in un B&B un po’, diciamo, adattato. Si trattava di un enorme appartamento con soffitti altissimi e stanze grandi ma quasi privo di mobilia. Abbiamo dormito benissimo nonostante il vocio e chiacchiericcio continuo dei tanti abitanti del palazzo e della zona.

    Bellissima la Cattedrale della Santa Vergine Maria Assunta. Anch’essa, come il Duomo di Monreale, fa parte del Patrimonio dell’Umanità.

    Il tempo di soggiorno è volato via velocemente, ma ci ha concesso anche a Palermo una bella e meritata cenetta. Insomma in Sicilia si mangia benissimo dappertutto e a prezzi “umani”

    l giorno successivo i miei due amici si sono imbarcati per Salerno ed io ho preso preso l’autostrada per Messina e quindi per la mia natia Reggio Calabria. Il ritorno ad Anzio l’ho fatto in solitaria sentendo, a dir la verità, l’assenza della compagnia di Antonio e Fiorenzo.

    Alcune foto della nostra permanenza a Palermo

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    Considerazioni finali

    E’ stata una bella avventura con due care persone e in un ambiente, la Sicilia, che ha valorizzato il senso dell’amicizia e regalato belle emozioni.
    Il senso dell’incipit di Antonio nel video a fine pagina, “quattro ruote muovono il corpo ma due ruote muovono l’anima”, ha trovato conferma in questo viaggio.

    Il vantaggio di viaggiare in moto con modalità itinerante, a differenza del classico viaggio turistico e organizzato, è dato dalla possibilità di poter poi mettere a confronto una moltitudine di informazioni e sensazioni percepite in posti diversi e storicamente vicini. Tale modalità facilita la formazione di una idea più completa e sicuramente più realistica dei luoghi stessi e delle persone che ci vivono.

    E’ stata una bella avventura con due care persone e in un ambiente, la Sicilia, che ha valorizzato il senso dell’amicizia e regalato belle emozioni.
    Il senso dell’incipit di Antonio nel video a fine pagina, “quattro ruote muovono il corpo ma due ruote muovono l’anima”, ha trovato conferma in questo viaggio.

  • La pianura Pontina

    La pianura Pontina

    La pianura Pontina vista dal monte Circeo

    Oggi è una di quelle giornate in cui la moto mi accompagna non lontano da casa, in una rivisitazione del territorio Pontino con l’intento di dar sfogo anche alla mia passione video-fotografica.
    Percepisco che la moto scalpita perché vorrebbe “piegare” più spesso, ma il tragitto pianificato mal si presta ai “curvaioli” in quanto quasi totalmente pianeggiante e con strade ortogonali. Ma, vista l’insistenza, le concederò qualche curvetta deviando per Bassiano.

    Il viaggio, anche se breve, lo si gusta di più andando lenti per scovare piccoli scorci nascosti. Bisogna cogliere l’attimo, la loro attrattiva a volte dura poco tempo in quanto caratterizzata da particolari condizioni di luci ed ombre. La moto è molto utile perchè consente di addentrarsi in luoghi stretti e distanti dalla strada principale portandoci in territori che altrimenti non avremmo visto.

    Il tragitto proposto è un bel percorso di circa 180 Km che consente di divertirsi su strade di varia natura, bei panorami, bei luoghi e borghi da vedere e soprattutto lontani dal traffico caotico. Si spazia tra monti, pianure e strade costiere, quindi si può decidere anche di fermarsi a gustare un buon piatto a base di pesce o di carne.

    L’Agro Pontino, un po’ di storia

    I vari tentativi di bonifica

    L’Agro Pontino rappressentava, come osserva il Geologo Mario Tozzi, l’Amazzonia italiana, la più grande pianura costiera d’Europa a torto considerata solo una zona malsana e non, invece, zona ricca di vita con l’mportante funzione di salvaguardia dell’ambiente e, oggi, contro il cambiamento climatico. Insomma un ecosistema costiero unico al mondo, soprattutto per le rarissime specie faunistiche e vegetali presenti.

    In foto la pianura pontina come dovette essere in tempi antichi e, sotto, com’è oggi

    Ecco un bel luogo da visitare per farsi un’idea delle vicende storiche del territorio e della bonifica che, comunque, rappresentò una grande opportunità di lavoro a basso costo e di creazione di nuovi territori produttivi.

    Foto tratta dal Museo "Piana delle Orme"

    La piana pontina è sempre stata un territorio ricco di acque e pertanto a rischio allagamenti. Infatti le idrovore dell’impianto di Mazzocchio, costituito da sette enormi motori che dal 1934 non si fermano mai, eccetto che nel ’48, permette alle acque di defluire verso il mare.
    Tale infausta eventualità fu attuata dai tedeschi nel 1948 i quali, al fine di creare problemi all’avanzamento delle truppe alleate durante l’ultima grande guerra, portarono via i sette motori che furono poi ritrovati vicino la stazione ferroviaria del Brennero.

    Percorrere oggi queste strade dell’Agro Pontino, così ricche di fattorie ed abitazioni ben ordinate, di campi coltivati e di canali sempre scorrevoli, mi fa pensare a quando, nei primi anni del secolo scorso era ancora solo un’enorme zona di paludi malariche che mal si adattava alla vita ed al lavoro dell’uomo che, comunque, abitò sin da tempi antichi.

    “Lestra”, antica capanna utilizzata da chi lavorava la terra

    In mancanza di appoggi nella palude, si utilizzava il cavallo come “attrezzo poggia fucile” per procacciarsi la selvaggina.

    Canale di irrigazione

    Percorrere con la moto per puro godimento questi luoghi mi fa un po’ intristire pensando a quanti uomini e donne hanno lavorato in condizioni difficili per la propria salute nel periodo della bonifica effettuata durante il fascismo a partire dal 1924

    Questo è il percorso seguito.
    Un avviso importante: il tratto che da Bassiano porta a Sermoneta passando per la via Via Casanatola/via S. Francesco, l’ho trovato abbastanza disconnesso in quanto pieno di buche e stretto, quindi attenzione!
    Non saprei adesso, dopo un bel po’ di tempo trascorso, in che condizioni si trovi, per cui prima di percorrerlo meglio chiedere alla Polizia Municipale di Bassiano.
    In ogni caso l’alternativa è tornare indietro tornando all’Abbazia di Valvisciolo e poi girare a sinistra per Sermoneta
    .

  • La passione… va allenata! 1/2

    Nuovi obiettivi

    • Allenamento psico-fisico
    • Allenamento tecnico (curve)

    Sicuramente il tennis, sport che pratico, è come tanti altri sport molto utile a mantenere fisico e mente in allenamento, pronti a reagire ad improvvisi stimoli esterni, ma al nostro Biker occorre anche un tipo di allenamento specifico.
    Andare su strade di montagna comporta la necessità di superare spesso i cosiddetti “tornanti”, per alcuni veri e propri ostacoli psicologici, ma anche momento di verifica delle proprie abilità.
    Vediamo come acquisire fiducia in se stessi e quali possano essere i motivi a cui convenga dedicare del tempo ad allenarsi senza mai perdere di vista il fattore sicurezza..

    Il mio modello di riferimento

    …in curva il pilota entra ed esce con andatura fluida senza rigidità e tentennamenti dovuti a improvvise decelerazioni o accelerazioni e senza mai andare oltre la linea di mezzeria, con la giusta inclinazione, col busto eretto e leggermente inclinato nel verso della piega,

    Questo articolo continua…