Categoria: Tecnica di Guida

  • Controlli della moto in viaggio

    Posto che la priorità assoluta sia la sicurezza personale e altrui, quando si viaggia su tratti medio-lunghi è necessario controllare sistematicamente lo stato della moto o almeno alcune cose importanti che non siano necessariamente di competenza degli specialisti.

    Pressione degli pneumatici. I valori corretti di pressione evitano incidenti dovuti all’alterata aderenza delle gomme sul terreno. Quando non a norma, peraltro, incidono pure sui consumi.
    Ricorda che è buona norma controllarla a freddo.

    Io si solito mi porto dietro un manometro perchè non mi fido di quelli a disposizione nei distributori di benzina. Su internet se ne trovano da viaggio con e senza funzioni di compressore.

    I corretti valori di pressione li trovi sul libretto d’uso o sulla targhetta vicino la ruota posteriore

    In questo sito https://bit.ly/3LF0rOa è possibile prendere visione dei simboli impressi sulle gomme, compresa la tabella di conversione in Kg., magari per calcolare il limite di carico prima di un viaggio.

    • Liquido dei freni e dell’olio: controllare il livello dei liquidi dei freni e dell’olio prima di partire e durante il viaggio.

    • Fari e indicatori di direzione: assicurarsi che i fari e gli indicatori di direzione funzionino correttamente, per garantire la visibilità e la sicurezza.
    • Catena della moto: controllare la tensione e la lubrificazione della catena della moto, per evitare che si allenti o si rompa durante il viaggio.

    In base alla mia esperienza penso sia più conveniente utilizzare prodotti consigliati dall’ Azienda costruttrice della moto o da persone realmente qualificate ed evitare di affidarsi, spesso attirati dai titoli sensazionali della rete, a improvvisati tuttologi.
    Ahimè, in passato a causa di frequenti “lavaggi” con prodotti di scarso valore ho avuto l’esperienza di veder perdere un o-ring dopo l’altro con la conseguenza di aver dovuto sostituire la catena prima del tempo suggerito dalla Casa madre.

    Impianto di scarico: controllare che l’impianto di scarico non sia danneggiato o intasato, per evitare problemi di surriscaldamento o di emissioni inquinanti.

    Sospensioni: assicurarsi che le sospensioni siano in buone condizioni e che non ci siano perdite di olio o ammortizzatori danneggiati.

    Carico sulla moto: verificare che il carico sia distribuito in modo uniforme sulla moto e che non superi il peso massimo consentito o i limiti

    Eh si, il carico è davvero ben distribuito… (:-)

    Abbigliamento: indossare abbigliamento protettivo adeguato, come casco, giacca con protezioni, guanti e scarpe chiuse, proprio come queste ragazze.

    Un appunto non da poco… controllare che le stringhe delle scarpe siano sempre ben annodate e che non svolazzino, potrebbero impigliarsi su qualche pezzo sporgente.


    In fatto di abbigliamento motocilistico questo video… calza a pennello.

  • Le mie moto

    L’attuale… Suzuki 1050 XT

    La ricordo ancora, mio papà con il basco in testa, il cappotto ed io in prima fila in piedi, avevo 5 anni con il cappellino e copri orecchie. Il casco era ancora sconosciuto.

    Il tempo corre. Qualche tempo fa, dopo vari anni di impegni di lavoro e familiari, durante i quali ho comunque utilizzato uno scooter della Honda, alcuni amici bikers mi hanno invogliato ad acquistarne una. Così fu, il sopito desiderio di andare in moto si risvegliava.
    Da giovane ho sempre utilizzato motorini, vespe e, quando le condizioni economiche me lo hanno permesso, anche una moto della quale provo emozione a ricordarla e con la quale ho trascorso i begli anni della mia gioventù…una bellissima Suzuki 380 GT, uguale a quella in foto. Purtroppo le poche foto che avevo sono andate perse.

    Suzuki 380 GT – anni ’70

    Era una moto leggera e scattante, con un motore a due tempi, tre cilindri in linea e con raffreddamento ad aria ma che dopo pochi anni non venne più costruita per l’utilizzo dei motori a quattro tempi, più efficienti e meno inquinanti (allora, oggi è diverso).

    Motore a 2 tempi

    Riprendendo il discorso sull’acquisto di una nuova moto, ho optato per un segmento che mi consentisse di utilizzarla anche per medi/lunghi viaggi.

    Dopo averne provate alcune la scelta cadde sul V Strom 650, una moto di seconda mano, sulla quale mi sentii perfettamente a mio agio, una moto che si rivelò leggera, affidabile, potente quanto basti e soprattutto risparmiosa (25Km per lt)

    Suzuki V Strom 650

    Dopo un anno e 15.000 Km sentii il desiderio di salire un po’ di cilindrata soprattutto per mantenere una maggiore velocità di crociera sui lunghi tragitti e, inutile naconderlo, provare qualche cavallo in più.

    Suzuki V Strom 1000

    Presi la Suzuki 1000. Moto più robusta nell’erogazione di potenza e dotata di componenti elettronici che in alcuni casi fanno davvero la differenza, in particolare il controllo di trazione che in qualche caso mi salvato da eccessivo entusiasmo. Anche se agli inizi ebbi problemi nella guida in città a causa della maggiore pesantezza, soprattutto da fermo. piano piano mi ci son abituato anche se con qualche caduta da fermo.

    A tutt’oggi possiedo il 1050 XT. E’ una moto ancor più elaborata della precedente, anche se non di molto. Rispetto al 1000 ha perso un po’ di coppia ai bassi regimi ma li ha recuperati agli alti, ciò ha comportato un migliore tenuta in autostrada. Sicuramente è leggermente più gestibile nelle manovre strette e, cosa ottima, piega meglio in curva. Una cosa che non ho gradito è il display in b/n del quadro comandi, di difficile letturara se non si hanno almeno 10/10 di vista. Comunque la nuova versione 1050 DE è migliorata sotto questo aspetto montando un display a colori e più leggibile.