Categoria: Viaggi

  • Sicilia (5) Scicli-Ragusa

    Sicilia (5) Scicli-Ragusa

    L’ultima parte, la 7/7, contiene il video-racconto degli otto giorni di viaggio nella meravigliosa Sicilia

    Agosto 2020

    Dopo una breve pausa a Enna, arriviamo a Ragusa. Vista da lontano ha l’aspetto di un presepio. Entriamo a Ragusa Superiore attraverso un ponte, di San Vito, che conduce direttamente al centro storico.

    Ragusa Ibla

    Siamo un po’ stanchi e accaldati e ci dirigiamo verso il B&B prenotato. Non sfugge allo sguardo una caratteristica costante del Barocco, il classico balcone in ferro battuto impreziosito da figure grottesche.

    Siamo un po’ stanchi e accaldati e ci dirigiamo verso il B&B prenotato. Non sfugge allo sguardo una caratteristica costante del Barocco, il classico balcone in ferro battuto impreziosito da figure grottesche.

    La mattina successiva facciamo un giro per le belle e ordinate vie del centro. Ragusa Superiore è la parte della città nuova, la città dove si svolgono gli affari, ed è stata costruita dopo il terremoto del 1693. La città vecchia, Ragusa Ibla, più aristocratica, si trova sull’altro versante collinare e andremo a visitarla domani mattina.
    Lo stile architettonico del tardo “Barocco”, utilizzato soprattutto negli edifici aristocratici e religiosi successivamente al terremoto del 1693, accomuna le città della Val di Noto.
    E’ presente persino nelle vetrine delle pasticcerie ricche di dolci dalle forme estrose (:-)

    Chiesa di S. Giovanni Battista

    Il centro storico è elegante e le vie, con palazzi ricchi di decorazioni, essendo ortogonali fra loro, danno alla città un aspetto molto ordinato.

    Nuovi arrivi

    Ci sono tanti locali dove gustare cibi tradizionali, ne scegliamo uno con tavolini esterni al locale. Il primo, abbondante come sempre, un favoloso piatto di spaghetti alle sarde, ci fa passare la fatica e diventiamo più…loquaci

    Col calar della sera la calura è meno oppressiva. Prima di rientrare ci fermiamo su una scalinata da cui si vede in lontananza Ibla illuminata. Sono presenti numerosi giovani seduti sugli scalini che chiacchierano allegramente e fanno qualche spuntino al bar vicino, un musicista di strada suona magnificamente il violino.
    Partecipiamo anche noi, è un momento bellissimo che ci riporta alla nostra gioventù.

    Vista di Ibla dalla scalinata animata da bella gioventù

    Ragusa Ibla

    Il giorno successivo, prima di rimetterci in viaggio, visitiamo Ibla. La moto ci consente di raggiungere il borgo più facilmente che con l’auto, a causa dei divieti di sosta, si potrebe arrivare anche a piedi ma…ci sono quasi 350 scalini da superare.
    Ragusa Ibla appare più aristocratica per l’unità dello stile dei bei palazzi, più raccolta; la presenza di un “Circolo di Conversazione”, sede di riunioni della ricca borghesia del posto, certifica l’antica presenza di nobili e ricche famiglie.

    Il Circolo di Conversazione
    Il Duomo e…noi!

    Arriviamo in piazza del Duomo di San Giorgio, chiesa del ‘700 con la sua barocca maestosità. Mi incuriosisce la sua posizione un po’ fuori asse rispetto alla piazza di fronte. Come in altri posti visti non notiamo molti turisti, sicuramente a causa del Covid.

    In piazza Pola ammiriamo un antico palazzo, oggi sede del Comune ed accanto la bella chiesa di San Giuseppe. Al suo interno custodisce una statua in argento del XVII secolo.

    Chiesa di S. Giuseppe

    Continuando nelle tranquille vie senza traffico giungiamo ai Giardini Iblei, ben curati, ricchi di palme e altre piante tipiche e di ben tre chiese. Dalla balconata si gode di un bel panorama dei monti Iblei e del fiume Irminio. Insomma un bel luogo per chi voglia meditare sulla propria esistenza (:-)

    Il Duomo e…noi!

    Per concludere, una nota negativa la assegno al “B&B”. che ha tutta l’aria di un alloggio improvvisato per turisti. Due stanze con poca luce e divisori approssimativi, solo le moto hanno a disposizione un garage privato e coperto.

  • Sicilia (4) Noto-Scicli

    Sicilia (4) Noto-Scicli

    Scicli

    Agosto 2020L’ultima parte, la 7/7, contiene il video-racconto degli otto giorni di viaggio nella meravigliosa Sicilia

    Prima di ripartire decido di fare il cambio di olio e filtro. Il meccanico, consigliato dall’amico Salvatore (nome nomen), in mezz’ora effettua il lavoro, controlla le gomme e dà un sguardo generale notando un bullone lento del paracolpi.

    Dopo il cambio olio abbiamo il tempo di salutare un altro amico, Salvatore, che vive e lavora da quelle parti, appassionato motociclista anche lui e che ringraziamo per l’ospitalità che ci ha dimostrato.

    La strada della Val di Noto che ci porta a Scicli è scorrevole e ricca di curve. La città ci appare di colpo all’uscita di una curv. E’ incastonata tra i monti all’interno del caratteristico “vallone Ibleo” ed è del colore della pietra, quasi a fondersi con le montagne che la affiancano.

    Lasciamo le moto in piazza e, come al solito, la visitiamo a piedi anche se per poco tempo a causa di impegni presi precedentemente.

    Piazza del Municipio e Chiesa di S.Maria La Nova
  • Sicilia (3) Siracusa-Noto

    Sicilia (3) Siracusa-Noto

    Agosto 2020L’ultima parte, la 7/7, contiene il video-racconto degli otto giorni di viaggio nella meravigliosa Sicilia

    In meno di un’ora siamo a Noto.

    Arrivati a Noto seguiamo il navigatore per raggiungere il B&B.
    Ricordo di essere rimasto un po’ sorpreso all’arrivo nel vedere una periferia non consona alla fama della città. Il centro storico è… tutt’altra storia, un salto nel tempo, con una sua precisa identità architettonica. Il barocco siciliano è fortemente presente.

    Noto Chiesa_di_Montevergine-
    Noto – Panorama dalla Chiesa di Montevergine

    Un’altra caratteristica che mi ha colpito è la colorazione dei palazzi dovuta alla cosiddetta “pietra gialla” tipica del luogo. Con la luce del sole calante assume una tonalità caldissima.

    Noto è la città dello stile barocco con cui si pensarono i palazzi dopo il tremendo terremoto del 1693, forse a sottolineare la ritrovata gioia di vivere. Come per Siracusa e Ragusa, che raggiungeremo dopo, è singolare questa alternanza di stili tra il greco antico ed il barocco siculo

    “….diverso da tutti, che si sposa al palmizio, assimila la pietra al pennacchio e dal ciuffo pregno di elementi arabi e Bizantini, tutto fantasia e sangue, senza un momento di freddezza” (da “Viaggio in Italia” – Guido Piovene,1953)

    Il B&B è accogliente ed il proprietario, motociclista anche lui, è simpaticissimo e di grande favella, come tanti siciliani incontrati (:-) Le stanze sono molto pulite e ricche di riferimenti motociclistici, inoltre è offerto gratuitamente un servizio per l’eventuale manutenzione ordinaria per la moto. E’ poco distante dal centro storico e, dopo aver scaricato i bagagli e fatto un riposino, ci avviamo alla ricerca del bello e del…saporito.

    Ci fermiamo in un ristorante dove il piatto di spaghetti con le sarde ci rimette al mondo, il secondo, di pesce, ci fa toccare il cielo e il terzo bicchiere di Grecanico ci…atterra. Un’ottima dormita ci farà recuperare le forze.

  • Sicilia (2) Messina-Siracusa

    Sicilia (2) Messina-Siracusa

    Meravigliosa vista dell’imbocco dello Stretto di Messina

    Agosto 2020

    Dopo aver attraversato lo spettacolare Stretto di Messina imbocchiamo l’autostrada sino a Siracusa. Suggestivo lo sguardo verso lo stretto con la Calabria sulla sinistra che lentamente si allontana mentre andiamo ancora più a Sud

    Siracusa

    Entriamo in Ortigia, nucleo storico di Siracusa. L’isoletta che racchiude la parte più antica di Siracusa, è caratterizzata da stradine pittoresche, belle piazze e monumenti storici e millenarie antiche vestigia.

    Il tempio di Apollo

    Da ammirare il Duomo che sorge su un antico tempio greco, il Castello Maniace, una fortezza medievale, il Tempio di Apollo del VI secolo a.C.. La sua costruzione rappresenta forse il primo esempio di tempio dorico, circondato da portici con colonne, della Magna Grecia. Ci fermiamo ad osservarlo.

    Il tempio di Apollo

    Nel corso dei secoli ha subito numerose trasformazioni: è stato chiesa bizantina, moschea araba, basilica normanna e persino caserma spagnola. I resti e gli studi hanno rilevato che si trattava di un tempio periptero, ovvero circondato da colonne su tutti i lati, con 6 colonne sui lati corti (esastilo) e 17 sui lati lunghi.

    La sensazione, quasi tangibile, che le nostre origini siano legate a questi luoghi è forte ed in questa prospettiva quelle “pietre”, presenti da più di 2.500 anni, catturano l’attenzione ed il pensiero visualizza immagini fantasiose.

    Piazza del Duomo

    Raggiungiamo Piazza del Duomo. La Cattedrale è di stile barocco e al suo interno sono presenti alcune parti di un preesistente Tempio Ionico dedicato ad Atena, forse l’unico esempio di tempio trasformato in chiesa cristiana.

    Palazzo Vermexio

    La meravigliosa piazza, dai bagliori accecanti (mi ricorda alcune città del Salento) per i Siracusani è il simbolo della ricostruzione dopo il terremoto del 1693 ed è il risultato dell’insieme di bellissimi edifici religiosi e civili che la circondano, forse a testimonianza storica dell’equilibrio fra i due poteri.

    Palazzo Vermexio, XVII secolo, esempio significativo dell’architettura barocca siciliana. Il nome “Vermexio” deriva dal termine latino “Vermexius”, che si riferisce a un antico proprietario del palazzo o a una famiglia che lo possedeva.

    La Fonte di Aretusa

    A poche centinaia di metri dal Duomo ci fermiamo alla Fonte Aretusa, il mitico specchio d’acqua dolce legato alle più lontane origini di Siracusa. All’interno della Fonte cresce spontaneo il papiro, pianta originaria dell’Egitto, da cui, già in antichità, gli Egizi ricavavano la carta dal colore avorio. La presenza della pianta impreziosisce ancora di più questo luogo in cui il papiro cresce spontaneo, unico posto in tutta Europa.

    Il mito

    “La ninfa Aretusa, siimbolo dell’acqua e della freschezza, per sfuggire alle attenzioni di Alfeo, un dio fluviale perdutamente innamorato di lei, si rifugiò nell’isola di Ortigia. Qui chiese aiuto a Artemide che, mossa dalla pietà, la trasformò in fonte. Intanto Alfeo, figlio del dio Oceano, personificazione del fiume Peloponneso, a sua volta, chiese a Giove di essere trasformato in fiume e caosì poté raggiungere e ricongiungersi alla sua amata”

    Significati del mito

    • Il mito rappresenta il legame tra l’acqua e la vita, la fertilità e la rinascita.
    • La sorgente di Aretusa è considerata sacra e ha un’importanza storica e culturale per Siracusa, simboleggiando la connessione tra la città e le sue risorse naturali. In questo senso, il mito di Aretusa insegna anche il valore della natura e la necessità di rispettarla e proteggerla.
  • Sicilia (1) Anzio-Scilla

    Sicilia (1) Anzio-Scilla

    Stretto b/n visto da Scilla Chianalea

    22 Agosto 2020: un viaggio desiderato da tempo e finalmente realizzato. Spero sia da stimolo a chi lo sogna ma non decide 🙄

    ll 20 agosto del 2020, triste anno del Covid, quindi consapevoli dei problemi che avremmo douto affrontare, io e due amici, Antonio e Fiorenzo, siamo partiti alla volta della Sicilia seguendo il percorso programmato che da Messina e Siracusa, attraverso la Val di Noto, Petralia Soprana e Cefalù ci avrebbe guidati a Palermo.

    Acquedotto Vanvitelli
    Autostrada Sa-RC

    Si parte. Ci dirigiamo verso l’A1, svincolo di Caserta, passando sotto l’acquedotto Vanvitelli, presso la Valle di Maddaloni, costruito nel 1753 per convogliare l’acqua dalle sorgenti alla Reggia di Caserta.
    L’Acquedotto “Carolino” prende il nome da Carlo III di Borbone, re di Napoli e Sicilia nel XVIII secolo. Fu costruito per fornire acqua potabile alla città di Napoli e alle zone circostanti. La costruzione iniziò nel 1753 e fu completata nel 1762, esempio di architettura idraulica dell’epoca.

    Proseguiamo poi verso l’A1 per immetterci sulla A30 SA-RC sino a quando, dopo 6 ore di viaggio, arriviamo a Scilla.

    Scilla è magnifica. Incastonata tra i monti, il mare e, di fronte, alla Sicilia. Anche le moto, dopo tanti Km, meritano un po’ di riposo.
    Ci fermiamo nella zona alta del paese

    Scilla - Pasquale e Fiorenzo

    Scilla, parte alta con lo spettacolo dello Stretto di Messina

    La piazza con la sua balconata ci offre una vista fra le uniche al mondo: in basso il disegno semicircolare della spiaggia di Marina Grande, delimitata, a sinistra, da Capo Pacì e a destra dal grande “scoglio” su cui si erge il castello. Lo sguardo, risalendo, si fissa meravigliato di fronte all’imbocco dello stretto con l’estrema punta siciliana di “Punta Peloro” (o Punta Faro). Insomma un dono della natura.

    Scilla, quartiere di Chianalea

    Chianalea

    Pittoresco borgo con le sue case colorate che si affacciano direttamente sul mare, luogo caratteristico per la posizione delle case quasi sul mare. Risale all’epoca greca e romana ed è legato a leggende e miti, tra cui quello di Ulisse e le Sirene che si dice abbiano abitato queste acque. C’è anche un piccolo porto turistico che funge anche da ricovero delle barche dei pescatori.

    Castello Ruffo di Calabria

    Nel pomeriggio visitiamo il castello la cui struttura è quella tipica di una fortezza, oggi “Centro regionale per il recupero dei centri storici calabresi” e sede di mostre e convegni.
    Il castello ha origini antiche, risalenti probabilmente al periodo normanno, nel corso dei secoli ha subito diverse modifiche e ristrutturazioni. È stato utilizzato come fortezza militare e residenza nobiliare. Durante il periodo medievale, il castello giocò un ruolo cruciale nella difesa della costa calabrese dalle incursioni nemiche. Durante l’estate, il castello ospita eventi culturali, concerti e manifestazioni

    Verso Messina

    La serata e la nottata la trascorrriamo a Reggio Cal. ed il mattino successivo ci imbarchiamo a Villa San Giovanni per Messina

    L’imbarco a Villa San Giovanni è abbastanza veloce e in poco più di mezz’ora siamo sul suolo siculo.
    Bello lo scenario che si vede dal ponte della nave.

  • Puglia – Il Salento

    Località visitate

    Ringrazio molto gli amici di Amorosi (BN) con i quali, ormai da tempo, condivido la passione per la moto e per i viaggi.
    Le nostre due ruote, in questa estate del 2022, ci portano nel Salento.
    In verità la Puglia è stata una seconda scelta, un piano “B”, in quanto si era deciso di andare in Trentino ma le previste non ottimali condizioni meteo ci hanno spinto a cambiare itinerario. Il cambio di rotta si è rivelato una scelta di serie “A” avendo, fra l’altro, goduto di giorni molto assolati.
    Il Salento è una bellissima regione da visitare in moto. Ci sono molte strade panoramiche che portano a scoprire spiagge, paesaggi naturali, piccoli borghi caratteristici e arte in abbondanza a ricordo di antiche storie.

    Il programma, a differenza del precedente in Sicilia, di tipo lineare, prevede un punto fisso, Martano, dove fermarci a dormire e da cui partire giorno per giorno

    Abbiamo visto e frequentato bellissime spiagge, scogliere e villaggi di pescatori da Otranto a Gallipoli come a Santa Maria di Leuca e Porto Cesareo. L’interno della penisola è altrettanto interessante, sia per i percorsi stradali motociclistici che per i paesaggi rurali e gli antichi borghi.

    La particolare conformazione di alcuni tratti di costa favoriscono varie attività ludiche, alcune pericolose.

    Locorotondo

    La città in cui ci fermiamo prima di raggiungere Martano è famosa per la sua architettura tipica della Valle d’Itria, caratterizzata da case con tetti conici in pietra chiamate “trulli”.

    I caratteristici Trulli

    Questi edifici erano originariamente utilizzati come capanne dai contadini e come depositi per il grano e altri prodotti agricoli.
    La storia di Locorotondo risale all’epoca messapica, quando la zona era abitata dai Peuceti. Durante il periodo romano, la città era conosciuta come Locus Rotundus, che significa “luogo rotondo”, a causa della sua forma circolare. Nel Medioevo, Locorotondo divenne una città importante nel Regno di Napoli e successivamente passò sotto il controllo degli Sforza, dei Borboni e del Regno d’Italia

    Locorotondo è una città situata nella regione italiana della Puglia

    Locorotondo è la prima tappa. La durata della visita è di circa un’ora e mezza tra palazzi storici, chiese barocche, medievali e seicentesche, magnifici scorci, botteghe artigianali e terrazze panoramiche. Veramente un borgo magnifico. Abbastanza stanchi ci fermiamo a dissetarci ad una fontanella posta nel centro della piazza del paese prima della salitina che porta su in paese. Ci siamo rifocillati alla fresca ombra di un albero di non so a quale specie botanica appartenga e, alle 14 in punto, imbocchiamo di nuovo l’autostrada, uscita Lecce per raggiungere la nostra tanto agognata meta.

    Martano

    Martano è la cittadina prescelta dove alloggiare e da cui partire giorno per giorno per raggiungere gli altri luoghi. E’ una cittadina che ha visto una crescita del turismo grazie alla bellezza del suo centro storico e alla sua posizione strategica vicino alla costa adriatica e alle principali città della Puglia.

    Martano

    Il centro storico di Martano conserva ancora numerose testimonianze del suo passato medievale, tra cui la chiesa di San Pietro, il castello e le mura difensive.
    Abbiamo scelto il B&B “Borgo in Corte” composto da miniappartamenti indipendenti e molto confortevoli in una zona centrale.

    Il centro storico di Martano conserva ancora numerose testimonianze del suo passato medievale, tra cui la chiesa di San Pietro, il castello e le mura difensive.


    Abbiamo scelto il B&B “Borgo in Corte” composto da miniappartamenti indipendenti e molto confortevoli in una zona centrale.

    Il bel quartiere dove abbiamo soggiornato

    Prima di ogni partenza un’abbondante colazione favorisce il buon umore e lo sviluppo di nuove idee (;-)…

    …il bar Stella, in basso, dove trascorrere le nostre serate di relax e bere qualcosa di fresco, famoso per i suoi dolci meravigliosi ed il Bar/Pasticceria. Dopo cena è il luogo che ci ha visti ogni sera a discutere tra noi della giornata trascorsa e a fare quattro chiacchiere con le affabili persone del luogo.

    Lecce

    La città ha una storia antica risalente all’epoca romana ed era conosciuta anche col nome di Lupiae. Fu abitata nel Medioevo dai bizantini, dai normanni, dagli svevi e dagli angioini.

    Lecce è famosa per il suo stile architettonico Barocco Leccese. Questo stile, similmente a quello siciliano, di cui ho scritto nel precedente articolo sul viaggio in Sicilia, si sviluppò nei secoli XVII e XVIII. E’ caratterizzato da decorazioni elaborate e grottesche di angeli e figure umane, intagli di fiori, frutti e altri motivi naturali scolpiti sulla pietra locale, dal colore dorato, chiamata “pietra leccese”

    Considerata l’emblema del barocco leccese, la Basilica di Santa Croce è una tra le chiese più importanti ed ammirate di Lecce. Si cominciò a costruire questa immensa fabbrica religiosa a partire dal 1549. Sulle due porte laterali, invece, vi sono gli stemmi di Santa Croce e dell’Ordine dei Celestini, il cui ex convento affianca e prolunga la chiesa.

    Basílica di Santa Croce e l’ex Convento dell’Ordine dei Celestini

    Interno chiesa e, sotto,il cortile di un magnifico palazzo nobiliare

    E dopo tanto camminare un po’ di riposo e di frescura…

    Melpignano

    Nel pomeriggio alle 18 siamo in partenza per Melpignano, il paese conosciuto nel mondo per aver dato i natali al famoso ballo della Taranta.

    Visitiamo il bel centro storico, la chiesa di an Giorgio che è un bellissimo monastero benedettino e il palazzo Marchesale.

    Chiesa S. Giorgio e danzatori di Taranta (Mia personale composizione della foto)

    Palazzo Marchesale

    Da Martano a S. M. di Leuca

    Il percorso che ci porterà a S. M. di Leuca costeggia a tratti il mare Adriatico. Le strade sono in buone condizioni, sia le provinciali che quelle secondarie sebbene con maggiore traffico queste ultime.

    Durante il tragitto abbiamo effettuato delle soste alla Grotta della Poesia, la cava di Bauxite, al Ponte Ciolo e quindi S. M. di Leuca

    Le Grotte della Poesia

    Sono una serie di piscine naturali e grotte marine situate lungo la costa. Sono state formate dall’erosione delle rocce calcaree da parte del mare e del vento. Sono caratterizzate da acque cristalline e da formazioni rocciose spettacolari. La piscina principale, che è la più grande delle Grotte della Poesia, è stata considerata una delle dieci piscine più belle al mondo (così ho letto!)

    Il sito è caratteristico e indubbiamente bello da vedere e da utilizzare per fare qualche rigenerativo bagno. E’ naturale quindi che nel tempo abbia dato origine a suggestivi racconti circa la sua stessa esistenza.


    Narrazioni sul luogo…
    Pare, infatti, che in epoche passate una bellissima principessa facesse frequentemente il bagno nel luogo e tantissimi poeti e scrittori, affascinati da tanta bellezza, si recassero di proposito nella speranza di vederla e di trovare l’ispirazione per scrivere i loro versi.

    A giudicare dalla foto in basso che ho scattato, uno di essi, chissà, pare non sia andato più via, rimanendo comodamente seduto all’ombra nella vana speranza di rivederla, prima o poi, in carne e ossa (:-)

    Oltre ad essere una meta turistica popolare per i bagnanti e gli appassionati di fondali marini, le Grotte della Poesia sono anche un importante sito archeologico, dove sono stati rinvenuti reperti risalenti all’età del Bronzo e all’epoca romana. Il sito è stato oggetto di scavi archeologici dal 1956, che hanno portato alla luce i resti di un antico insediamento preistorico e romano.

    La cava di Bauxite

    Parcheggiamo e ci inoltriamo in aperta campagna dove un prato stepposo arso dal sole fa da sfondo ad un paesaggio lunare. Seguiamo un gruppo di turisti anch’essi diretti da quelle parti.

    Dopo qualche centinaia di metri ci troviamo di fronte un paesaggio molto suggestivo, un laghetto all’interno di un cratere di colore rosso. Il colore dell’acqua è fantastico e il colore rossastro del terreno lo fa risaltare ancora di più. Le acque al suo interno sono color verde smeraldo, una sensazione davvero unica nel vedere quello spettacolo della natura. In realtà il laghetto si è formato negli anni successivi alla chiusura del sito in quanto il suolo è ricco di falde acquifere.

    La cava di Bauxite risale agli anni ’40 del secolo scorso ed è stata sfruttata sino al 1976. La Bauxite, da cui si ricava l’alluminio, ha rappresentato per anni una fonte di sostentamento della popolazione locale.

    Ponte “Ciolo”

    Percorrendo la litoranea adriatica SP358 si attraversa il ponte Ciolo, il cui significato è “Corvo”, dal dialetto “Ciola” cioè Gazza Ladra. La caratteristica del luogo non è il ponte in sè, pregevole peraltro come soluzione ingegneristica a quasi 30 mt di altezza, ma il sottostante bellissimo panorama che merita una sosta.

    Si tratta di un’insenatura rocciosa dove una lingua di mare si insinua caratterizzando il tratto di costa.

    La zona è frequentata da bagnanti che dall’alto sembrano sospesi al di sopra di un fondale roccioso tanto l’acqua è limpida e dai colori che vanno dal verde all’azzurro.

    Ovviamente ci fermiamo e, dopo aver fatto un bel po’ di foto, ci sediamo al bar del luogo per ristorarci con un buon caffè.

    Percorrendo la litoranea adriatica SP358 si attraversa il ponte Ciolo, il cui significato è “Corvo”, dal dialetto “Ciola” cioè Gazza Ladra. La caratteristica del luogo non è il ponte in sè, pregevole peraltro come soluzione ingegneristica a quasi 30 mt di altezza, ma il sottostante bellissimo panorama che merita una sosta.

    Si tratta di un’insenatura rocciosa dove una lingua di mare si insinua caratterizzando il tratto di costa.

    La zona è frequentata da bagnanti che dall’alto sembrano sospesi al di sopra di un fondale roccioso tanto l’acqua è limpida e dai colori che vanno dal verde all’azzurro.

    Ovviamente ci fermiamo e, dopo aver fatto un bel po’ di foto, ci sediamo al bar del luogo per ristorarci con un buon caffè.

    S. Maria di Leuca

    Proseguiamo verso Santa Maria di Leuca (il cui significato è “bianco” – dal greco “leucos”). Il nome del luogo comprende la Basilica di Santa Maria de Finibus Terrae con il faro e la marina di Leuca. La costiera ci dona tutti i suoi cangianti colori, una leggera brezza mitiga quel clima rovente. Ci fermiamo per ammirare lo spettacolo e salutiamo, dall’alto della brulla montagna che scende ripida a mare, quella lingua di terra che si intravede all’orizzonte e che ha fatto conoscere al mondo intero la filosofia, la matematica e la democrazia: La Grecia.

    Santa Maria di Leuca è borgo ricco di storie e leggende e impreziosito da una costa spettacolare. La storia risale all’epoca romana, quando la zona era utilizzata come approdo per le navi. In seguito, nel periodo bizantino, fu costruita una chiesa dedicata a Santa Maria de Finibus Terrae (Santa Maria ai confini della terra), che sarebbe poi diventata la cattedrale di Santa Maria de Leuca.

    Durante il Medioevo, la zona fu contesa tra i Normanni e i Bizantini, finché nel 1480 fu conquistata dai Turchi. Nel 1481, il territorio fu riconquistato dalla flotta veneziana guidata da Vettor Pisani.

    Nel XVII secolo, la zona fu teatro di scontri tra i francesi e gli spagnoli, finché nel 1733 passò definitivamente sotto il controllo dei Borboni.

    Nel corso del XIX secolo, Santa Maria di Leuca divenne un importante centro di scambi commerciali, grazie alla presenza di un porto naturale. Nel 1905 fu inaugurato il faro, che tutt’oggi è un importante punto di riferimento per i naviganti. Nel XX secolo, Santa Maria di Leuca divenne una meta turistica molto frequentata, grazie alle sue spiagge e alla bellezza del paesaggio circostante. Oggi, la frazione è una delle località balneari più famose e apprezzate del Salento.

    Dopo un giro di “perlustrazione” a Leuca proseguiamo per…

    …Castrignano del Capo e “Retrò casa Museo”

    Sono le ore 13.00, i morsi della fame si fanno sentire e, nonostante abbiamo la mente e il cuore pieni di bellissime immagini, il vuoto stomaco inizia a farsi sentire con dei cupi gorgoglii. Domandiamo ad alcuni abitanti del luogo dove si possa mangiare qualcosa di particolare e ci indicano un paesino dell’entroterra dal nome sconosciuto, Castrignano del Capo.

    Nel paese non c’è nulla di particolare tranne una vecchia masseria colonica che fa da angolo tra la strada principale e la piazzetta, ed al centro di essa un bellissimo mandorlo pieno di mandorle acerbe, con un’entrata ad arco ornato alle sue pareti di vecchissimi attrezzi agricoli.

    Nel suo interno un cortile lastricato dove si respira l’aria dei villaggi di inizio ottocento. È il ristorante “Retrò casa Museo”, indicatoci a furor di popolo nella vicina Leuca. Ci accoglie il proprietario, un personaggio poco a la page che con modi amichevoli ci invita all’interno. Ci si mette a parlare come se ci conoscessimo da secoli, anche lui incuriosito da sei motociclisti non più giovanissimi che sono una presenza inusuale per il luogo, e nel frattempo ci porta i menù. Si fa subito amicizia e ci consiglia i migliori piatti da scegliere.

    Clicca per ingrandire

    Otranto

    Otranto è posizionata nel tratto più orientale d’Italia su uno sperone roccioso a picco sul mare. L’Unesco ha riconosciuto al borgo antico di Otranto il titolo di patrimonio culturale in quanto “sito messaggero di pace”.

    Abbiamo potuto ammirare tre incantevoli perle incastonate in uno scenario da favola. Il castello Aragonese del 1485, la cattedrale di Santa Maria annunziata del 1088 e la chiesa bizantina di San Pietro del X/XI secolo.

    Cattedrale di Santa Maria Annunziata

    Chiesa di San Pietro

    Altare della Chiesa di S. Pietro

    Il Castelllo Aragonese

    Si va in giro per la cittadina ma la stanchezza si fa sentire. Ci si appisola…in qualsiasi posizione.

    Gallipoli

    In arrivo a Gallipoli, dopo aver posteggiato le moto, ci fermiamo di fronte alla fontana più antica d’Italia, la Fontana Greca, si trova presso il Ponte Antico ed è molto rovinata.Alta 5 m, su di essa sono rappresentati gli stemmi di Gallipoli, Carlo III Borbone e Filippo II. Ci sono tre scene mitologiche, le metamorfosi in fonti di Dirce, Salmace e Biblide.

    Ai due lati della strada si affacciano sul mare una miriade di ristoranti e trattorie rinomatissime per i loro squisiti piatti a base di pesce, e non potrebbe essere altrimenti. Guardando di qua e di là ci avviciniamo al castello Aragonese.

    Clicca per ingrandire

    Bene, da domani si rientra a casa, non prima, però di fare una visitina a Ostuni

    Ostuni

    Abbiamo avuto poco tempo per conoscerla meglio, tuttavia la prima impressione vedendola da lontano è stata di stupore per la forte luce che emanavano le case tutte dipinte di bianco.

    Video-sintesi

    Questo è il video che raccoglie alcuni momenti del bel giro in moto che con i miei cari amici amorosini (Amorosi, provincia di BN) ho avuto il piacere di condividere.

    Le musiche rock in sottofondo sono originali della band “5 Dogs”, della quale i miei due cuccioli…hem! i miei due figli, fanno parte.
  • Abruzzo – Gran Sasso e Rocca Calascio

    Io, Emanuele e Salvatore, come sempre felici di andare in moto condividendo il valore dell’amicizia.
    Da Anzio ad Assergi il percorso scelto per brevità è su strade trafficate e autostrade che poco concedono alla guida…creativa 😄

    Il giro in sintesi
    Il “vero“ giro in moto comincia da Assergi ed arriva a Navelli, sia per la bellezza del paesaggio che per il piacere di guidare tra le curve.

    Provenienti da Roma usciamo dall’A16 al casello di Assergi e, attraverso la SS 17bis, della “Funivia del Gran Sasso e di Campo Imperatore”, ci dirigiamo verso Fonte Cerreto e, attraversando l’Altopiano di Campo Imperatore arriviamo a Castel del Monte non prima di esserci fermati per una breve sosta al “Ristoro Mucciante“. Da Castel del Monte lasciamo la SS17 bis e prendiamo la Provinciale 7 sino a Rocca Calascio, quindi la SP98 e poi la SS153 sino al grazioso paese di Navelli.

    Un po’ di sterrato non guasta!

    Dopo Assergi giungiamo a Fonte Cerreto, da qui il panorama comincia a diventare tipicamente montano con molte curve, scarse segnalazioni stradali, parapetti assenti, manto stradale a tratti un po’ malandato e con qualche chilometro non asfaltato ma con fondo compatto. come evidenziato dal video in basso.

    La strada, se percorsa in condizioni meteo problematiche, necessita di molta attenzione, ma se asciutta o poco bagnata è molto bella da fare in moto.

    Donna sulla spiaggia, schizzi d'acqua.

    Nora Winslow Keene

    Sono Nora, procuratore impegnata nell’interesse pubblico a Denver. Sono laureata alla Stanford University.

    Il nostro piccolo team è formato da persone motivate, attente ai dettagli e premurose verso i propri clienti.

    Navelli

    Navelli è un bellissimo borgo medievale situato nella provincia dell’Aquila a circa 30Km da Rocca Calascio, è noto soprattutto per la produzione dello zafferano, una spezia preziosa che ha reso celebre il paese nel corso dei secoli.

    Centro storico: Passeggiando per le strette vie lastricate del borgo, si possono ammirare case in pietra grigia, archi caratteristici e gradinate scavate nella roccia, che conferiscono a Navelli un’atmosfera autenticamente medievale

  • In Sicilia – da Anzio a Scilla – 1/7

    Agosto 2020

    L’ultima parte, la 7/7, contiene il video-racconto degli otto giorni di viaggio nella meravigliosa Sicilia

    Un viaggio desiderato da tempo e finalmente realizzato. Spero sia da stimolo a chi lo sogna ma non decide 🙄

    ll 20 agosto del 2020, il triste anno del Covid, con due amici Antonio e Fiorenzo siamo partiti alla volta della Sicilia seguendo il percorso programmato che da Messina, attraverso la Val di Noto, Petralia Soprana, Cefalù ci ha portati a Palermo.

    Si parte. Ci dirigiamo verso l’A1, svincolo di Caserta, passando sotto l’acquedotto Vanvitelli, presso la Valle di Maddaloni, costruito nel 1753 per convogliare l’acqua dalle sorgenti alla Reggia di Caserta.
    L’Acquedotto “Carolino” prende il nome da Carlo III di Borbone, re di Napoli e Sicilia nel XVIII secolo. Fu costruito per fornire acqua potabile alla città di Napoli e alle zone circostanti. La costruzione iniziò nel 1753 e fu completata nel 1762, esempio di architettura idraulica dell’epoca.

    Proseguiamo poi verso l’A1 per immetterci sulla A30 SA-RC sino a quando, dopo 6 ore di viaggio, arriviamo a Scilla.

    Scilla è magnifica. Incastonata tra i monti, il mare e, di fronte, alla Sicilia. Anche le moto, dopo tanti Km, meritano un po’ di riposo.
    Ci fermiamo nella zona alta del paese.

    Scilla, parte alta con lo spettacolo dello Stretto di Messina

    La piazza con la sua balconata ci offre una vista fra le uniche al mondo: in basso il disegno semicircolare della spiaggia di Marina Grande, delimitata, a sinistra, da Capo Pacì e a destra dal grande “scoglio” su cui si erge il castello. Lo sguardo, risalendo, si fissa meravigliato di fronte all’imbocco dello stretto con l’estrema punta siciliana di “Punta Peloro” (o Punta Faro). Insomma un dono della natura.

    Scilla, quartiere di Chianalea

    Pittoresco borgo con le sue case colorate che si affacciano direttamente sul mareluogo molto caratteristico per la posizione delle case quasi sul mare. Risale all’epoca greca e romana ed è legato a leggende e miti, tra cui quello di Ulisse e le Sirene, che si dice abbiano abitato queste acque. C’è anche un piccolo porto turistico che funge anche da ricovero delle barche dei pescatori.

    Castello Ruffo di Calabria

    Nel pomeriggiovisitiamo il castello la cui struttura è quella tipica di una fortezza, oggi “Centro regionale per il recupero dei centri storici calabresi” e sede di mostre e convegni.
    Il castello ha origini antiche, risalenti probabilmente al periodo normanno, nel corso dei secoli ha subito diverse modifiche e ristrutturazioni. È stato utilizzato come fortezza militare e residenza nobiliare. Durante il periodo medievale, il castello giocò un ruolo cruciale nella difesa della costa calabrese dalle incursioni nemiche. Durante l’estate, il castello ospita eventi culturali, concerti e manifestazioni

    Verso Messina

    La serata e la nottata la trascorrriamo a Reggio Cal. ed il mattino successivo ci imbarchiamo a Villa San Giovanni per Messina

    L’imbarco a Villa San Giovanni è abbastanza veloce e in poco più di mezz’ora siamo sul suolo siculo.
    Bello lo scenario che si vede dal ponte della nave.

  • Sicilia – da Messina a Siracusa – 2/7

    Meravigliosa vista dell’imbocco dello Stretto di Messina

    Agosto 2020

    L’ultima parte, la 7/7, contiene il video-racconto degli otto giorni di viaggio nella meravigliosa Sicilia

    Ripartiamo da Messina, anche qui autostrada sino a Siracusa. Suggestivo il paesaggio verso lo stretto con la Calabria di fronte che lentamente si allontana.

    Siracusa

    Il tempio di Apollo

    Entriamo in Ortigia, l’isoletta che racchiude la parte più antica di Siracusa Essa è caratterizzata da stradine pittoresche, belle piazze e monumenti storici, come il Duomo di Siracusa, che sorge su un antico tempio greco, il Castello Maniace, una fortezza medievale e, appunto, il Tempio di Apollo del VI secolo a.C.. La sua costruzione rappresenta forse il primo esempio di tempio dorico, circondato da portici con colonne, della Magna Grecia. Ci fermiamo ad osservarlo.

    Il Tempio di Apollo
    Il Tempio di Apollo

    Il tempio di Apollo

    La sensazione, quasi tangibile, che le nostre origini siano legate a questi luoghi è forte ed in questa prospettiva quelle “pietre”, presenti da più di 2.500 anni, catturano l’attenzione ed il pensiero visualizza immagini fantasiose.

    Piazza del Duomo

    Raggiungiamo Piazza del Duomo.

    La Cattedrale è di stile barocco e al suo interno, leggo, sono presenti alcune parti di un preesistente Tempio ionico dedicato ad Atena, forse l’unico esempio di tempio trasformato in chiesa cristiana

    Ortigia, il Duomo

    Palazzo Vermexio

    La meravigliosa piazza, dai bagliori accecanti (mi ricorda alcune città del Salento) per i Siracusani è il simbolo della ricostruzione dopo il terremoto del 1693 ed è il risultato dell’insieme di bellissimi edifici religiosi e civili che la circondano, forse a testimonianza storica dell’equilibrio fra i due poteri.

    Palazzo Vermexio, XVII secolo, esempio significativo dell’architettura barocca siciliana. Il nome “Vermexio” deriva dal termine latino “Vermexius”, che si riferisce a un antico proprietario del palazzo o a una famiglia che lo possedeva.

    Ortigia, la piazza e Palazzo Vermexio

    La Fonte di Aretusa

    A poche centinaia di metri dal Duomo ci fermiamo alla Fonte Aretusa, il mitico specchio d’acqua dolce legato alle più lontane origini di Siracusa. All’interno della Fonte cresce spontaneo il papiro, pianta originaria dell’Egitto, da cui, già in antichità, gli Egizi ricavavano la carta dal colore avorio. La presenza della pianta impreziosisce ancora di più questo luogo in cui il papiro cresce spontaneo, unico posto in tutta Europa.

    Il mito

    “La ninfa Aretusa, siimbolo dell’acqua e della freschezza, per sfuggire alle attenzioni di Alfeo, un dio fluviale perdutamente innamorato di lei, si rifugiò nell’isola di Ortigia. Qui chiese aiuto a Artemide che, mossa dalla pietà, la trasformò in fonte. Intanto Alfeo, figlio del dio Oceano, personificazione del fiume Peloponneso, a sua volta, chiese a Giove di essere trasformato in fiume e caosì poté raggiungere e ricongiungersi alla sua amata”

    Significati del mito

    • Il mito rappresenta il legame tra l’acqua e la vita, la fertilità e la rinascita.
    • La sorgente di Aretusa è considerata sacra e ha un’importanza storica e culturale per Siracusa, simboleggiando la connessione tra la città e le sue risorse naturali. In questo senso, il mito di Aretusa insegna anche il valore della natura e la necessità di rispettarla e proteggerla.

  • Sicilia – da Siracusa a Noto – 3/7

    Agosto 2020L’ultima parte, la 7/7, contiene il video-racconto degli otto giorni di viaggio nella meravigliosa Sicilia

    In meno di un’ora siamo a Noto.

    Arrivati, seguiamo il navigatore per raggiungere il B&B.
    Ricordo di essere rimasto un po’ sorpreso all’arrivo nel vedere una periferia non consona alla fama della città. Il centro storico è… tutt’altra storia, un salto nel tempo, con una sua precisa identità architettonica. Il barocco siciliano è fortemente presente.

    Noto – Panorama dalla Chiesa di Montevergine

    Un’altra caratteristica che mi ha colpito è la colorazione dei palazzi dovuta alla cosiddetta “pietra gialla” tipica del luogo. Con la luce del sole calante assume una tonalità caldissima.

    Noto è la città dello stile barocco con cui si pensarono i palazzi dopo il tremendo terremoto del 1693, forse a sottolineare la ritrovata gioia di vivere. Come per Siracusa e Ragusa, che raggiungeremo dopo, è singolare questa alternanza di stili tra il greco antico ed il barocco siculo

    “….diverso da tutti, che si sposa al palmizio, assimila la pietra al pennacchio e dal ciuffo pregno di elementi arabi e Bizantini, tutto fantasia e sangue, senza un momento di freddezza” (da “Viaggio in Italia” – Guido Piovene,1953)

    Il balcone degli adolescenti

    Il B&B è accogliente ed il proprietario, motociclista anche lui, è simpaticissimo e di grande favella, come tanti siciliani incontrati (:-) Le stanze sono molto pulite e ricche di riferimenti motociclistici, inoltre è offerto gratuitamente un servizio per l’eventuale manutenzione ordinaria per la moto. E’ poco distante dal centro storico e, dopo aver scaricato i bagagli e fatto un riposino, ci avviamo alla ricerca del bello e del…saporito.

    Ci fermiamo in un ristorante dove il piatto di spaghetti con le sarde ci rimette al mondo, il secondo, di pesce, ci fa toccare il cielo e il terzo bicchiere di Grecanico ci…atterra. Un’ottima dormita ci farà recuperare le forze.