Categoria: Viaggi

  • Sicilia – da Noto a Scicli – 4/7

    Sicilia – da Noto a Scicli – 4/7

    Agosto 2020L’ultima parte, la 7/7, contiene il video-racconto degli otto giorni di viaggio nella meravigliosa Sicilia

    Prima di ripartire decido di fare il cambio di olio e filtro. Il meccanico, consigliato dall’amico Salvatore (nome nomen), in mezz’ora effettua il lavoro, controlla le gomme e dà un sguardo generale notando un bullone lento del paracolpi.

    Dopo il cambio olio abbiamo il tempo di salutare un altro amico, Salvatore, che vive e lavora da quelle parti, appassionato motociclista anche lui e che ringraziamo per l’ospitalità che ci ha dimostrato.

    La strada della Val di Noto che ci porta a Scicli è scorrevole e ricca di curve. La città ci appare di colpo all’uscita di una curv. E’ incastonata tra i monti all’interno del caratteristico “vallone Ibleo” ed è del colore della pietra, quasi a fondersi con le montagne che la affiancano.

    Lasciamo le moto in piazza e, come al solito, la visitiamo a piedi anche se per poco tempo a causa di impegni presi precedentemente.

    Piazza del Municipio e Chiesa di S.Maria La Nova
  • Sicilia – Ragusa – 5/7

    Sicilia – Ragusa – 5/7

    L’ultima parte, la 7/7, contiene il video-racconto degli otto giorni di viaggio nella meravigliosa Sicilia

    Agosto 2020

    Dopo una breve pausa a Enna, arriviamo a Ragusa. Vista da lontano ha l’aspetto di un presepio. Entriamo a Ragusa Superiore attraverso un ponte, di San Vito, che conduce direttamente al centro storico.

    Ragusa Ibla

    Siamo un po’ stanchi e accaldati e ci dirigiamo verso il B&B prenotato. Non sfugge allo sguardo una caratteristica costante del Barocco, il classico balcone in ferro battuto impreziosito da figure grottesche.

    Siamo un po’ stanchi e accaldati e ci dirigiamo verso il B&B prenotato. Non sfugge allo sguardo una caratteristica costante del Barocco, il classico balcone in ferro battuto impreziosito da figure grottesche.

    La mattina successiva facciamo un giro per le belle e ordinate vie del centro. Ragusa Superiore è la parte della città nuova, la città dove si svolgono gli affari, ed è stata costruita dopo il terremoto del 1693. La città vecchia, Ragusa Ibla, più aristocratica, si trova sull’altro versante collinare e andremo a visitarla domani mattina.
    Lo stile architettonico del tardo “Barocco”, utilizzato soprattutto negli edifici aristocratici e religiosi successivamente al terremoto del 1693, accomuna le città della Val di Noto.
    E’ presente persino nelle vetrine delle pasticcerie ricche di dolci dalle forme estrose (:-)

    Chiesa di S. Giovanni Battista

    Il centro storico è elegante e le vie, con palazzi ricchi di decorazioni, essendo ortogonali fra loro, danno alla città un aspetto molto ordinato.

    Nuovi arrivi

    Ci sono tanti locali dove gustare cibi tradizionali, ne scegliamo uno con tavolini esterni al locale. Il primo, abbondante come sempre, un favoloso piatto di spaghetti alle sarde, ci fa passare la fatica e diventiamo più…loquaci

    Col calar della sera la calura è meno oppressiva. Prima di rientrare ci fermiamo su una scalinata da cui si vede in lontananza Ibla illuminata. Sono presenti numerosi giovani seduti sugli scalini che chiacchierano allegramente e fanno qualche spuntino al bar vicino, un musicista di strada suona magnificamente il violino.
    Partecipiamo anche noi, è un momento bellissimo che ci riporta alla nostra gioventù.

    Vista di Ibla dalla scalinata animata da bella gioventù

    Ragusa Ibla

    Il giorno successivo, prima di rimetterci in viaggio, visitiamo Ibla. La moto ci consente di raggiungere il borgo più facilmente che con l’auto, a causa dei divieti di sosta, si potrebe arrivare anche a piedi ma…ci sono quasi 350 scalini da superare.
    Ragusa Ibla appare più aristocratica per l’unità dello stile dei bei palazzi, più raccolta; la presenza di un “Circolo di Conversazione”, sede di riunioni della ricca borghesia del posto, certifica l’antica presenza di nobili e ricche famiglie.

    Il Circolo di Conversazione
    Il Duomo e…noi!

    Arriviamo in piazza del Duomo di San Giorgio, chiesa del ‘700 con la sua barocca maestosità. Mi incuriosisce la sua posizione un po’ fuori asse rispetto alla piazza di fronte. Come in altri posti visti non notiamo molti turisti, sicuramente a causa del Covid.

    In piazza Pola ammiriamo un antico palazzo, oggi sede del Comune ed accanto la bella chiesa di San Giuseppe. Al suo interno custodisce una statua in argento del XVII secolo.

    Chiesa di S. Giuseppe

    Continuando nelle tranquille vie senza traffico giungiamo ai Giardini Iblei, ben curati, ricchi di palme e altre piante tipiche e di ben tre chiese. Dalla balconata si gode di un bel panorama dei monti Iblei e del fiume Irminio. Insomma un bel luogo per chi voglia meditare sulla propria esistenza (:-)

    Il Duomo e…noi!

    Per concludere, una nota negativa la assegno al “B&B”. che ha tutta l’aria di un alloggio improvvisato per turisti. Due stanze con poca luce e divisori approssimativi, solo le moto hanno a disposizione un garage privato e coperto.

  • Sicilia – Petralia Soprana – 6/7

    Sicilia – Petralia Soprana – 6/7

    L’ultima parte, la 7/7, contiene il video-racconto degli otto giorni di viaggio nella meravigliosa Sicilia

    Siamo già in provincia di Palermo. Partendo da Ragusa ci lasciamo alle spalle una Sicilia più ricca di opportunità industriali, turistiche e culturali ma anche di brutture urbanistiche generate da frettolose espansioni edilizie al di là dei centri storici. Resta comunque l’immagine di una terra in cui si percepisce il trascorrere della lunga storia dell’uomo, capace di generare bellezza dalla distruzione.

    Verso Petralia – tipico paesaggio di grandi spazi che ci accompagna in questa suggestiva
    parte interna della Sicilia
    Verso Petralia – sulla destra Piazza Armerina

    Buona parte della strada è in ottime condizioni di asfalto e prosegue dritta attraversando enormi spazi. Le moto corrono veloci, ci sentiamo veramente liberi e pieni di gioia e dalle moto in corsa ci scambiamo sguardi e gesti di condivisione delle emozioni provate.

    La cittadina da raggiungere è Petralia Soprana ma non tramite l’autostrada, percorriamo strade provinciali dove, in alcuni casi, il manto stradale non incoraggia a correre. Il colore preminente del panorame è il giallo oro.

    E’ un bellissimo borgo medievale situato nel cuore delle Madonie, in Sicilia con tante viuzze in acciottolato; offre un panorama stupendo ed altrettante splendide chiese antiche

    Petralia Soprana

    Petralia è considerato uno dei più bei borghi d’Italia ed in effetti ha un suo fascino costruita con la pietra. Non a caso in tempi antichi era denominata Petra.

    Bella la fontana barocca in piazza Quattro Cannoli. Non son riuscito a scoprire l’origine di tale nome ma, a lume di naso (:-) non dovrebbe essere dovrebbe essere difficile il collegamento.

    Duomo S.S. Pietro e Paolo

    Abbiamo ammirato la Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, la Chiesa del Santissimo Salvatore, la Chiesa di San Michele e il Palazzo comunale con i suoi merli medievali, belle testimonianze architettoniche e artistiche.

    Chiesa di San Michele
    Foto di rito con il gentilissimo proprietario del B&B (il secondo da sin.)

    Il giorno successivo, prima di ripartire, ci fermiamo in piazza del Popolo al bar per gustare la famosa granita siciliana accompagnata da una enorme brioche, il tutto offerto dal gentilissimo proprietario del B&B “Lithos” che consiglio vivamente, è un appartamento in una villa un po’ fuori dal Paese con all’intorno una campagna rilassante dotata di posto auto e, ovviamente, moto.

    L’ampio ingresso del B$B
    Vista sulla campagna

  • Sicilia – Cefalù e Palermo – 7/7

    Cefalù

    Il pomeriggio lo trascorro in albergo a causa di un po’ di stanchezza, mentre i miei due amici fanno un’escursione in città e al mare.

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    Monreale

    Si riparte per Palermo, viaggiamo lungo costa e poi ci immettiamo sull’autostrada per l’ultimo tratto.

    Su Palermo ci sarebbe da scrivere tantissimo, purtroppo la permanenza è stata molto breve e non ci ha consentito una visita particolareggiata, spero di ritornare presto.

    Arrivati, puntiamo dritti per Monreale. Il navigatore fa le bizze e ci fa percorrere stradine senza uscita. Alla fine comunque si arriva. Siamo al parcheggio da cui è possibile arrivare gratuitamente presso la zona del Duomo con un piccolo bus.

    Chiostro, il colonnato

    Il Duomo è stato costruito nel XII sec. dall’appena maggiorenne re Guglielmo II d’Altavilla detto il “Buono”. Di origini normanne ebbe in sposa la figlia di Riccardo Cuor di Leone. Guglielmo II fu un re munifico, liberale (?) e, nonostante fosse cristiano, fu accogliente nei riguardi dei popoli musulmani. Fece costruire il Duomo, completò la Zisa (“El Aziz ”la Splendida), bellissimo palazzo di architettura normanno-islamica, alla cui costruzione parteciparono maestranze arabe.

    Cristo Pantogratore

    Del Duomo mi hanno colpito, oltre alla maestosità e ricchezza di colori, la porta d’ingresso in bronzo con le raffigurazioni bibliche, il mosaico del Cristo Pantocratore (l’onnipotente, il benedicente), il soffitto in legno, la struttura esterna ed il bellissimo chiostro.

    Palermo

    Di Palermo quel che salta agli occhi è il contrasto tra la zona storica, ricca di tesori d’arte, di belle vie e palazzi e quella meno nobile della “Vucciria” il cui mercato, tuttavia, è anch’esso un’opera d’arte, quanto meno per la vivacità e la varietà di prodotti e di umanità che offre. “Vuccirìa” in palermitano significa “confusione”.

    Abbiamo dormito per una notte in questo quartiere, in un B&B un po’, diciamo, adattato. Si trattava di un enorme appartamento con soffitti altissimi e stanze grandi ma quasi privo di mobilia. Abbiamo dormito benissimo nonostante il vocio e chiacchiericcio continuo dei tanti abitanti del palazzo e della zona.

    Bellissima la Cattedrale della Santa Vergine Maria Assunta. Anch’essa, come il Duomo di Monreale, fa parte del Patrimonio dell’Umanità.

    Il tempo di soggiorno è volato via velocemente, ma ci ha concesso anche a Palermo una bella e meritata cenetta. Insomma in Sicilia si mangia benissimo dappertutto e a prezzi “umani”

    l giorno successivo i miei due amici si sono imbarcati per Salerno ed io ho preso preso l’autostrada per Messina e quindi per la mia natia Reggio Calabria. Il ritorno ad Anzio l’ho fatto in solitaria sentendo, a dir la verità, l’assenza della compagnia di Antonio e Fiorenzo.

    Alcune foto della nostra permanenza a Palermo

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    Considerazioni finali

    E’ stata una bella avventura con due care persone e in un ambiente, la Sicilia, che ha valorizzato il senso dell’amicizia e regalato belle emozioni.
    Il senso dell’incipit di Antonio nel video a fine pagina, “quattro ruote muovono il corpo ma due ruote muovono l’anima”, ha trovato conferma in questo viaggio.

    Il vantaggio di viaggiare in moto con modalità itinerante, a differenza del classico viaggio turistico e organizzato, è dato dalla possibilità di poter poi mettere a confronto una moltitudine di informazioni e sensazioni percepite in posti diversi e storicamente vicini. Tale modalità facilita la formazione di una idea più completa e sicuramente più realistica dei luoghi stessi e delle persone che ci vivono.

    E’ stata una bella avventura con due care persone e in un ambiente, la Sicilia, che ha valorizzato il senso dell’amicizia e regalato belle emozioni.
    Il senso dell’incipit di Antonio nel video a fine pagina, “quattro ruote muovono il corpo ma due ruote muovono l’anima”, ha trovato conferma in questo viaggio.

  • La pianura Pontina

    La pianura Pontina

    La pianura Pontina vista dal monte Circeo

    Oggi è una di quelle giornate in cui la moto mi accompagna non lontano da casa, in una rivisitazione del territorio Pontino con l’intento di dar sfogo anche alla mia passione video-fotografica.
    Percepisco che la moto scalpita perché vorrebbe “piegare” più spesso, ma il tragitto pianificato mal si presta ai “curvaioli” in quanto quasi totalmente pianeggiante e con strade ortogonali. Ma, vista l’insistenza, le concederò qualche curvetta deviando per Bassiano.

    Il viaggio, anche se breve, lo si gusta di più andando lenti per scovare piccoli scorci nascosti. Bisogna cogliere l’attimo, la loro attrattiva a volte dura poco tempo in quanto caratterizzata da particolari condizioni di luci ed ombre. La moto è molto utile perchè consente di addentrarsi in luoghi stretti e distanti dalla strada principale portandoci in territori che altrimenti non avremmo visto.

    Il tragitto proposto è un bel percorso di circa 180 Km che consente di divertirsi su strade di varia natura, bei panorami, bei luoghi e borghi da vedere e soprattutto lontani dal traffico caotico. Si spazia tra monti, pianure e strade costiere, quindi si può decidere anche di fermarsi a gustare un buon piatto a base di pesce o di carne.

    L’Agro Pontino, un po’ di storia

    I vari tentativi di bonifica

    L’Agro Pontino rappressentava, come osserva il Geologo Mario Tozzi, l’Amazzonia italiana, la più grande pianura costiera d’Europa a torto considerata solo una zona malsana e non, invece, zona ricca di vita con l’mportante funzione di salvaguardia dell’ambiente e, oggi, contro il cambiamento climatico. Insomma un ecosistema costiero unico al mondo, soprattutto per le rarissime specie faunistiche e vegetali presenti.

    In foto la pianura pontina come dovette essere in tempi antichi e, sotto, com’è oggi

    Ecco un bel luogo da visitare per farsi un’idea delle vicende storiche del territorio e della bonifica che, comunque, rappresentò una grande opportunità di lavoro a basso costo e di creazione di nuovi territori produttivi.

    Foto tratta dal Museo "Piana delle Orme"

    La piana pontina è sempre stata un territorio ricco di acque e pertanto a rischio allagamenti. Infatti le idrovore dell’impianto di Mazzocchio, costituito da sette enormi motori che dal 1934 non si fermano mai, eccetto che nel ’48, permette alle acque di defluire verso il mare.
    Tale infausta eventualità fu attuata dai tedeschi nel 1948 i quali, al fine di creare problemi all’avanzamento delle truppe alleate durante l’ultima grande guerra, portarono via i sette motori che furono poi ritrovati vicino la stazione ferroviaria del Brennero.

    Percorrere oggi queste strade dell’Agro Pontino, così ricche di fattorie ed abitazioni ben ordinate, di campi coltivati e di canali sempre scorrevoli, mi fa pensare a quando, nei primi anni del secolo scorso era ancora solo un’enorme zona di paludi malariche che mal si adattava alla vita ed al lavoro dell’uomo che, comunque, abitò sin da tempi antichi.

    “Lestra”, antica capanna utilizzata da chi lavorava la terra

    In mancanza di appoggi nella palude, si utilizzava il cavallo come “attrezzo poggia fucile” per procacciarsi la selvaggina.

    Canale di irrigazione

    Percorrere con la moto per puro godimento questi luoghi mi fa un po’ intristire pensando a quanti uomini e donne hanno lavorato in condizioni difficili per la propria salute nel periodo della bonifica effettuata durante il fascismo a partire dal 1924

    Questo è il percorso seguito.
    Un avviso importante: il tratto che da Bassiano porta a Sermoneta passando per la via Via Casanatola/via S. Francesco, l’ho trovato abbastanza disconnesso in quanto pieno di buche e stretto, quindi attenzione!
    Non saprei adesso, dopo un bel po’ di tempo trascorso, in che condizioni si trovi, per cui prima di percorrerlo meglio chiedere alla Polizia Municipale di Bassiano.
    In ogni caso l’alternativa è tornare indietro tornando all’Abbazia di Valvisciolo e poi girare a sinistra per Sermoneta
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