
Viaggio in moto tra passi appenninici, borghi antichi e paesaggi selvaggi.
Abruzzo


Chi siamo
L’Abruzzo è una delle regioni italiane più affascinanti per chi ama viaggiare in moto. Le strade attraversano montagne, boschi e borghi antichi dove il tempo sembra rallentare. In questo itinerario ho scelto di raggiungere le Gole del Sagittario passando per alcuni dei luoghi più suggestivi dell’Appennino centrale.
Percorsi
📍 Lunghezza: 217 km
📍 Lunghezza da Forca d’Acero alle Gole: 66 km
⏱️ Tempo di percorrenza: 3h 30min (senza soste)
🏍️ Tipo di percorso: Misto montagna/provinciale
🛣️ Fondo stradale: Buono, qualche tratto irregolare
📍 Lunghezza: 217 km
📍 Lunghezza da Forca d’Acero alle Gole: 66 km
⏱️ Tempo di percorrenza: 3h 30min (senza soste)
🏍️ Tipo di percorso: Misto montagna/provinciale
🛣️ Fondo stradale: Buono, qualche tratto irregolare
⛰️ Punti salienti:
- Forca d’Acero
- Scanno Borgo e Lago
- Gole del Sagittario
- Anversa degli Abruzzi
Percorso
La partenza è da Anzio ma il percorso più strettamente “motociclistico” comincia da Sora in poi.
Se il tempo a disposizione lo consente conviene visitare anche bei posti come Isola del Liri, Arpino, Posta Fibreno e tanti altri di cui il Frosinate è ricco.

Tappe del viaggio
Forca d’Acero, Passo Govi, Scanno borgo, Lago di Scanno e Gole del Sagittario.
Proveniendo da Sora si raggiungono le gole attraverso il tratto che ritengo più suggestivo, di circa 100 Km fino ad Anversa degli Abruzzi, in cui si attraversano: il passo di Forca d’Acero, il passo Godi e il paese di Scanno, l’omonimo Lago, le Gole del Sagittario E’ il percorso più divertente per chi ama le curve di montagna ed i suggestivi paesaggi con le grandi montagne, i boschi, fiumi e laghi. Inoltre, chi ama la fotografia in autunno può godere del foliage spettacolare dei boschi di faggi.

Forca d’Acero

Forca d’Acero
Il “curvone” e poi Forca d’Acero
Il “Curvone” sulla strada che da Sora sale verso il passo di Forca d’Acero è uno di quei punti che, per chi va in moto nell’Appennino centrale, diventano quasi spontaneamente un luogo di ritrovo, quasi un piccolo rito.
Non è un vero passo, non è un bar, non è un monumento: è semplicemente un’ampia curva larga e perfetta, eppure ha qualcosa che la rende memorabile.

Forca d’Acero è un passo di montagna a circa 1500 metri di quota che segna il confine tra Lazio e Abruzzo. Il paesaggio è dominato da grandi faggete e da una natura quasi intatta. Punto di sosta e di…stupore nel vedere una natura così bella e pure tanto vituperata.
Da qui si può scegliere la direzione verso Scanno, Lago di Scanno, Villetta Barrea, Lago di Barrea, Pescasseroli.

Passo Govi
Continuando verso Scanno, dopo circa 30 Km., si giunge al passo Godi, magari per un’altra breve sosta con foto di rito, dove godere anche qui del bel paesaggio e del profumo di montagna.
Siamo a circa 1630 metri di altitudine nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Il passo è stato una via usata soprattutto durante la transumanza dai pastori che spostavano le greggi tra Abruzzo e Puglia.


Scanno

Scanno

Scanno Museo della lana
Scanno, dal latino scamnum, “piccola panca”, si trova a circa 1000 mt di altezza, è detta anche la “città dei fotografi” perché attratti dalle bellezza del posto.
La presenza di botteghe artigiane come quelle orafe, usano ancora strumenti antichi per la lavorazione; le caratteristiche case e gli ottimi i dolci fra i quali i “mostaccioli”, semplici e saporitissimi meritano una passeggiata.


Da segnalare anche la presenza del “Museo della lana” con testimonianze della vita sociale e delle tecniche utilizzate nelle varie attività di lavoro e nei campi, compresi gli utensili utilizzati nella trasformazione dei prodotti della pastorizia ecc. Insomma, da visitare.
Frattura


Dopo cicra 1,5 Km da Scanno, svoltando a destra per via degli Alpini, si sale verso la frazione chiamata Frattura. Lasciata alle spalle la strada che sale tra i boschi, improvvisamente il paesaggio si apre. Dal Belvedere di Frattura Vecchia lo sguardo abbraccia uno degli scenari più suggestivi dell’Appennino: il Lago di Scanno, incastonato tra montagne verdi e profonde vallate.

Gole del Sagittario
Uno dei tratti più affascinanti d’Abruzzo in moto

Il fiume Sagittario, con il suo corso limpido e silenzioso, ha scavato nel tempo una delle gole più suggestive dell’Appennino centrale. Qui la natura ha modellato un paesaggio spettacolare: pareti rocciose imponenti, vegetazione selvaggia e un susseguirsi di scorci che cambiano a ogni curva.
A seguire il fiume, quasi accompagnandolo passo dopo passo, corre la SR 479 Sannite, una strada che per i motociclisti è molto più di un semplice collegamento: è un’esperienza.
Perché andarci in moto
Le Gole del Sagittario rappresentano una meta perfetta per chi ama guidare con piacere e consapevolezza.


- Curve fluide e ritmo naturale
La strada è un continuo alternarsi di curve dolci e tratti più guidati, mai banali ma neanche estremi. È il classico percorso dove non serve correre: il piacere sta nella continuità. - Paesaggio immersivo
Si guida letteralmente dentro la roccia, tra pareti verticali e aperture improvvise sulla valle. La sensazione è quella di essere parte del paesaggio. - Asfalto generalmente buono
In condizioni normali è ben tenuto, anche se non mancano tratti più stretti o leggermente sporchi: attenzione sempre alta. - Poco traffico (fuori stagione)
Nei giorni feriali o in bassa stagione si riesce a godere la strada con grande tranquillità.
Il segmento più emozionante è quello tra Anversa degli Abruzzi e Villalago: qui la strada si stringe, si incunea nella roccia e regala una sequenza di curve che sembrano disegnate apposta per la guida motociclistica.



È un tratto tecnico il giusto, dove è fondamentale:
- mantenere la traiettoria pulita
- leggere bene la strada
- anticipare eventuali veicoli in senso opposto
Quando andare
- Primavera 🌿 → colori vivi, temperature ideali
- Autunno 🍂 → foliage spettacolare e meno traffico
- Estate ☀️ → bellissima ma più frequentata
- Inverno ❄️ → possibile ghiaccio nei tratti in ombra
Consigli pratici per motociclisti
- ⚠️ Attenzione ai punti ciechi: la roccia e le curve strette possono nascondere veicoli
- 🪨 Possibile ghiaia o detriti dopo piogge o frane leggere
- 🚗 Turismo locale: nei weekend aumenta il traffico
- ⛽ Carburante: meglio non arrivare in riserva, i distributori non sono frequentissimi
Una strada da vivere, non da correre
Le Gole del Sagittario non sono un passo dove “scorazzare”, ma un luogo da interpretare.
Qui si guida con il cuore e con la testa:
il ritmo giusto è quello che ti permette di sentire la moto, leggere la strada e lasciarti attraversare dal paesaggio.
È uno di quei percorsi in cui davvero si crea un legame tra:
- pilota
- moto
- ambiente
Un equilibrio raro, che rende ogni curva memorabile.
Il rispetto prima di tutto
Un luogo così merita attenzione e rispetto.
Per te stesso, per gli altri e per la bellezza che ti circonda:
- guida sempre entro i tuoi limiti
- rispetta il codice della strada
- evita rumori e comportamenti invasivi
Perché certi posti, più che attraversati, vanno vissuti.
Conclusioni
Considerazioni finali sul viaggio




In queste foto, da motociclista responsabile voglio semplicemente raccontare la natura del luogo, un patrimonio dell’umanità che dobbiamo assolutamente preservare.
Attraversarle in moto aggiunge qualcosa di speciale al viaggio. Il ritmo delle curve, il paesaggio che cambia ad ogni sguardo, il senso di libertà: tutto contribuisce a rendere l’esperienza ancora più intensa e personale. Ma proprio perché questi luoghi sono così preziosi, meritano anche rispetto. Le moto moderne ci permettono di raggiungerli con facilità, ma possono portare con sé rumore e inquinamento. È un equilibrio sottile, che richiede consapevolezza.
Godersi la strada, sì — ma con un occhio di riguardo per ciò che ci circonda. Rallentare, ascoltare, attraversare senza lasciare traccia. Perché la vera bellezza di questi posti sta anche nella loro fragilità.
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